
‘Alla perdita di suolo contribuiscono i nostri consumi e le nostre scelte, nella Pianura Padana come in Amazzonia’. L’editoriale del direttore sul numero della Nuova Ecologia di gennaio 2022
Un tocco sullo smartphone o un click sul mouse placano la nostra voglia di acquisti e il desiderio di ricevere un pacco a un’assurda inutile velocità. E cancellano una parte di territorio italiano. Sì, perché a spingere il consumo di suolo all’insostenibile ritmo di due metri quadrati al secondo sono anche i nostri consumi: centinaia di ettari di aree agricole in Pianura Padana vengono infatti trasformati in poli logistici di supporto al commercio elettronico. Sono collegati a porti e aeroporti, e come disegna nella copertina di questo mese Davide Spelta, i camion su cui viaggiano le nostre merci strappano via il terreno per far spazio ad asfalto e cemento. Intanto, a novembre, la Commissione europea ha approvato la nuova Strategia sul suolo.
Nell’attesa e nella speranza che Bruxelles apra la strada a norme stringenti a tutela del territorio, bisogna sostenere quei pochi sindaci che nel nostro Paese si oppongono ai colossi della logistica per evitare costi ambientali ed economici alla collettività. Legname, carne, soia e cuoio sono materie prime per la gastronomia, la moda e l’artigianato, il cui ciclo di vita comincia nelle foreste tropicali e per le quali parliamo di deforestazione made in Italy. Il nemico della foresta non è insomma il solo Jair Bolsonaro, il presidente del Brasile al quale abbiamo dedicato la copertina di ottobre 2019 perché nei suoi primi 11 mesi di mandato la deforestazione era aumentata del 54%. Dagli anni Settanta il “polmone verde” della Terra ha perso circa il 15% della sua superficie,

Anche Piergiorgio Odifreddi conferma che i nostri consumi di risorse ed energia sono un problema per il futuro dell’umanità. Il matematico spiega a Nuova Ecologia quanto sia importante conoscere i numeri, anche per capire e trovare soluzioni ai fenomeni globali. Ma gli italiani spesso li ignorano.