Di nuovo al Maxi ristorante del Capo La Gala a Vico Equense. Per confermare, lo anticipo, quanto di buono visto (e assaggiato) un anno fa. Luogo magico, oserei dire stellare, con Mario Acampora che dirige con precisione.
In cucina c’è Emanuel Scotti in costante progressione da tre anni a questa parte. E in sala c’è Giulia Tavolaro che giusto l’anno scorso ha conquistato il premio il premio come Miglior Servizio di Sala del 2026.
Un buon auspicio per la cerimonia del 12 novembre sulle orme di quanto già accaduto al ristorante Cetaria di Baronissi.
Corsi e ricorsi di Totostella che non mi fanno dimenticare di sottolineare che all’hotel Capo La Gala (1 Chiave Michelin) ci sono splendide camere da full immersion di mare e buon cibo. E il Nerea, trattoria di mare veramente sul mare.
Quanto costa il ristorante Maxi del Capo La Gala

Prima di raccontarvi il percorso ora solo stellare, un’occhiata ai prezzi verificati in questo ottobre 2026 che alterna giornate autunnali a quelle di una fine estate lunghissima.
4 i menu degustazione.
— Sulla cresta dell’onda di 7 portate a 140 €
— Radici in viaggio: 6 portate di terra a 130 €
— Materia Verde con 3 portate a 80 €
— A modo mio, 5 portate salate e un dessert al buio, 120 €
Dalla carta del Maxi del Capo La Gala è possibile scegliere almeno 2 portate salate a persona. Ecco qualche piatto oltre quelli assaggiati.
— Cavolfiore, limone, mandorle, capperi (20 €)
— Agnello Laticauda in prima corsa che è una calamarata (30 €)
— Crocchettine di cicerchie dei Campi Flegrei cioè tahina, salsa verde, cipolla ramata di Montoro in agrodolce (25 €).
Va da sé che con 2 portate siete a livello di osteria. E comunque in media un pasto completo vi costa 90 euro.
Come si mangia al Maxi del Capo La Gala

Inizio schioppettante con i benvenuti divertenti e saporiti. Ottimi e anche belli esteticamente. I lievitati di Carlo Gabbiano e Carlo Carandente Coscia lasciano sempre un segno positivo. Il problema diventa fermarsi. Pane grissini e un Danubio al top. In abbinamento l’olio dell’azienda agricola Russo di Vico Equense e il burro.

La Merenda di Ciccio – Katsu-sando di coniglio all’ischitana, gambero rosso e rafano (25 €) – è un omaggio all’amicizia tra lo chef e il vecchio amico pescatore che portava i gamberi. Qui creano un connubio incredibile con il coniglio che farcisce il lievitato. Bella idea e ottimo sapore

Il Baccalà con fagioli butirri, alghe, zuppa forte (25 €) è piatto molto ben realizzato e gradevole. Baccalà in versione elegante senza rinunciare al sapore.
Le portate principali

La Linguina con zuppetta di murena, emulsione ai ricci, lattuga di mare (30 €) è un piatto molto saporito. La murena è ottima protagonista unitamente ai ricci e la cottura della linguina è impeccabile.

Anche il Raviolo con verza, riso e parmigiano (25 €) è gustoso. Una versione originale del classico verza e riso racchiusa in un raviolo molto ben realizzato.

La Ricciola con friarielli, mandarino ed escabeche (35 €) è visivamente bello da vedere, ma soprattutto buono da mangiare. Il sapore per lo chef ischitano, cresciuto alla corte di Gaetano Trovato in Toscana, resta giustamente un caposaldo imprenscindibile.

Il Pollo bianco di Laura Peri con funghi autunnali, patate e spinaci (40 €) è una delizia. Petto cotto alla perfezione e farcito benissimo. Poi la chips di pelle farcita ad accompagnare con gusto una grande materia prima. Il pollo di Laura Perì non tradisce.

Dopo un fresco predessert arriva una buonissima Tarte au citron: lemon curd al limone sfusato amalfitano, meringa, vaniglia di Tahiti (20 €). Siamo felici per l’esecuzione del pastry chef.

Chiusura affidata al Cioccolato al latte con lamponi, noci e miso (20 €).
Maxi del Capo la Gala. Via Luigi Serio, 8, 80069 Vico Equense NA. Telefono: 081 801 5757. Instagram
[Foto di Gianni De Gennaro]
Maxi Capo la Gala, recensione del ristorante in costiera sorrentina

20 maggio 2024 – di Guido Ferraro
Il Capo La Gala a Vico Equense è sempre un felicissimo approdo in Costiera Sorrentina con i due ristoranti Maxi e Nerea. La bellezza e l’eccellenza sono di casa grazie alle cure ed alla capacità imprenditoriale di Enzo Acampora e famiglia che hanno fatto di questo luogo una delizia per occhi, palato ed ospitalità.

Le redini sono ora in mano a Mario Acampora, figlio di Enzo.


20 tra camere e suite iper panoramiche, Nerea, la trattoria di mare praticamente quasi nell’acqua, il Maxi che è il ristorante gastronomico. In breve questo è il mondo del Capo La Gala.

Il ristorante Maxi, segnalato in guida Michelin, è guidato dall’anno scorso da Emmanuel Scotti che è allievo di Gaetano Trovato, 2 stelle Michelin storiche in Toscana. Può contare sul sous chef Carlo Carandente, sul pastrychef e panificatore Carlo Gabbiano che ci ha deliziato con lievitati e dessert. Completano la squadra, Marianna Ciufo, Michele Langella, Valerio Montuori e Yesenia Montes Guzman.

La sala è il regno di Giulia Tavolaro, figura storica e riferimento assoluto, vicana doc coadiuvata dal giovane e bravo Mariano Fiorentino.
Come si mangia al Maxi, ristorante del Capo La Gala

Inizio scoppiettante con il Ponte con alici, caffè Guatemala di Gianni Frasi e limone bio di Sorrento. La presentazione è molto bella e il sapore non è da meno. Bei contrasti tra i vari elementi con un risultato molto gradevole. Ottimo inizio per collegarsi con quello che arriverà dopo.

È tutta una bufala è un antipasto in grande equilibrio con grandi prodotti. Oltre alla carne di bufalo magistralmente cotta, completano il piatto la ricotta in salvietta di Costanzo e un cremoso di carciofi con brunoise di carciofi arrostiti. Realizzazione da wow.

Scalo di Procida sono le linguine alla brace con insalata di limoni in conserva, ricci di mare, polvere di limoni e le sue foglie. Un primo piatto interessante con sentori di brace che si abbinano benissimo con il resto degli elementi dai sapori decisi per un risultato veramente molto saporito.

Intramontabile è il bottone alla genovese di coda stufata, ostriche perle noir e zuppa di prosciutto e basilico. Gran bel piatto del Maxi Capo La Gala, complesso e gustoso. Volutamente sapido ma buono nel complesso. Il livello resta comunque alto .

Quando arrivi manda un messaggio cioè il risotto alla pizzaiola al nero di seppia che provo in versione ufficiale al Maxi. Bello a vedersi e ottimo da mangiare. Wow.
Pesce e carne al Maxi Capo La Gala

Benedetta primavera è un rombo cucinato ottimamente e che, come gli altri piatti, si presenta anche molto bene. Si presenta come una rollatina di rombo con verdure primaverili, fiori eduli e salsa Beurre blanc. Direi che qui al Maxi Capo La Gala se esiste una difficoltà in più per lo chef è riuscire a colpire i commensali spesso distratti da uno scenario fantastico che li circonda. Emmanuel Scotti fino ad ora ci riesce.

Con Cambio d’identità arriva in tavola l’agnello Laticauda alla brace, carciofo violetto di Castellammare, salsa aiolì e bernese montata con estrazione di grasso d’agnello. Continua la giostra di sapori molto intensi e identitari. Il bravo chef ischitano si fa forza delle sue esperienze segnanti e soprattutto quella con Gaetano Trovato. Cotture giuste di carne e carciofo e anche quest’ultimo recita la sua parte da protagonista.
I dolci

Dulcis in fundo assaggiamo le Fragole buone buone, una mousse al lime con inserto al cetriolo, sorbetto al finocchietto, burro d’arachidi e salsa di fragole.

Ottima realizzazione come anche Tu vuo’ fa l’americano. La mousse è alla banana accompagnata da cremoso fondente 55%, biscuit alle mandorle, caramello passion fruit, cioccolato bollato fermentato in bucce di banana, gelato arachidi. Entrambi dolci di spessore che dimostrano le ottime doti di Carlo Gabbiano già a me note per aver assaggiato un eccellente panettone ad un evento. Il pastry chef del Maxi Capo La Gala è da tenere d’occhio.
La cena è una prova superata dallo chef Emmanuel Scotti e dal suo team e spero che il Maxi torni nell’empireo delle stelle dove ha già meritato di stare.
Quanto costa mangiare al Maxi Capo La Gala

Ci sono solo menu degustazioni con formule interessanti e soprattutto c’è un degustazione open “A 4 mani “ dove due portate le sceglie lo chef e le altre due i commensali. Il costo è di 90 € .
Il degustazione Contemporaneo da 6 portate costa 110 €.
Ancora il degustazione Ci pensa Emmanuel, 6 portare a sorpresa al costo di 110 €
Infine, il degustazione “Artigianato gastronomico “ di 8 portate a 130 €.
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