
Di cosa ci parlano il presente e il futuro del settore energetico italiano? Senza dubbio, di una situazione difficile che vede l’Italia in netto ritardo sulle installazioni da fonti rinnovabili, al punto da allontanarci drasticamente dalla roadmap tracciata nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). 70 Gigawatt di rinnovabili entro il 2030 per la decarbonizzazione del settore energetico, 8 GW all’anno, questo è l’obiettivo da centrare. Nel 2020 ne abbiamo installati 0,8. Di questo passo raggiungeremo quanto stabilito con 80 anni di ritardo, nel 2110. Una lentezza che costringe il Paese ad essere ancora fortemente dipendente dal gas fossile e che porta come immediata conseguenza il caro bollette (+ 55% per le utenze elettriche e + 40% per quelle a gas) a cui sono sottoposti oggi i contribuenti.
In questo tsunami, però, troviamo un faro di speranza: le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali. Uno strumento di sostegno concreto alla cittadinanza, alle imprese, alle amministrazioni e agli enti locali e del terzo settore che favorisce lo sviluppo delle energie rinnovabili con 17 nuovi Gigawatt installati al 2030 e che può generare un risparmio in bolletta stimato fra il 20 e il 25%, secondo un recente studio Elemens-Legambiente.
Contemporaneamente, per poter raggiungere la decarbonizzazione del settore energetico serviranno anche i grandi impianti da fonti rinnovabili. Un contributo di oltre 50 GW (se consideriamo i 17 delle comunità energetiche) che potrà essere garantito, in particolar modo, dall’eolico on-shore ed off-shore, che ad oggi costituiscono le tipologie di installazioni caratterizzate dalle più elevate potenze, e dell’agro-fotovoltaico, il cui potenziale di sviluppo è enorme considerando l’elevata superficie di suolo agricolo disponibile nel nostro Paese. Tali tecnologie costituiscono anche un’incredibile opportunità di sviluppo nel settore del lavoro con migliaia di possibili nuove assunzioni. Basti pensare, ad esempio, che la “nascita” di un parco eolico off-shore genera un numero di posti di lavoro 3 o 4 volte superiore rispetto alle centrali a gas, per ogni Megawatt di potenza installata. Naturalmente, è fondamentale che tutti i progetti di impianti da fonti rinnovabili vengano progettati nel pieno rispetto dei valori ambientali, paesaggistici e storico-culturali e prevedendo, quanto più possibile, processi di partecipazione con le comunità locali, in modo da garantire un’adeguata accettazione sociale.