Indice Rt 1.09, monitoraggio Iss 15 gennaio/ Video “Rischio epidemia incontrollabile”

Indice Rt 1.09, monitoraggio Iss 15 gennaio/ Video

L’ultimo monitoraggio di Istituto superiore sanità (Iss) e Ministero della Salute, relativo al periodo 04 gennaio 2021 e 10 gennaio 2021, mostra un peggioramento generale della situazione epidemiologica in Italia. L’incremento dell’incidenza è stato comunque contenuto, ma resta elevata nella Regione Veneto (365,21 per 100.000 abitanti), Provincia autonoma di Bolzano (320,82), Emilia Romagna (284,64) e Friuli Venezia Giulia (270,77). In generale, comunque, è lontana da livelli che permetterebbero un ripristino completo dell’identificazione dei casi e tracciamento dei contatti. Dunque, per la quinta settimana di fila l’indice Rt è in aumento e sopra uno (1,09). «L’epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale», scrivono Iss e Ministero nel monitoraggio. Precisano, inoltre, che questa tendenza «sottende forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive».

Pertanto, questa settimana si mantiene un livello generale di rischio alto di epidemia non controllata e non gestibile in quanto c’è un continuo aumento diffuso della probabilità di trasmissione del coronavirus, peraltro in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali è ancora alto. Nel complesso, 11 Regioni/PPAA hanno rischio alto, 10 moderato (di cui quattro ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nessuna a rischio basso. Per quanto riguarda il tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra soglia critica, sono 12 le Regioni/PPAA contro 13 della settimana precedenza. Ma il tasso di occupazione in terapia intensiva resta sopra la soglia critica (30%). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve aumento da 2.579 (04/01/2021) a 2.636 (12/01/2021), così come aumenta lievemente quello delle persone ricoverate in aree mediche, passando da 23.317 (04/01/2021) a 23.712 (12/01/2021).

Il monitoraggio mostra un calo delle allerte di resilienze riportate dalle Regioni/PPAA, con 10 Regioni/PPAA senza allerte segnalate. Se diminuiscono i casi non riconducibili a catene di trasmissione note (39.970 vs 40.487), c’è invece un aumento nella percentuale dei casi rilevati tramite attività di tracciamento dei contatti (28,5% vs 26,8%). Infine, c’è una lieve diminuzione nella percentuale di casi rilevati tramite la comparsa dei sintomi (31,4% vs 32,8%). Il 26,5% dei casi è emerso tramite attività di screening e nel 13,6% non è stata invece riportata la ragione dell’accertamento diagnostico. (agg. di Silvana Palazzo)

INDICE RT IN AUMENTO DA 5 SETTIMANE

E’ venerdì e come di consueto si farà il punto sulla curva epidemiologica di covid in Italia, con il monitoraggio relativo ai dati delle ultime settimane. Stando alla bozza presentata dall’Iss, l’Istituto superiore di sanità, l’indice Rt nazionale è in crescita da 5 settimane e attualmente registra un valore di 1.09. Si tratta dell’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici, con un range compreso fra l’1.04 e l’1.13. Un chiaro segnale di come la curva non stia flettendo verso il basso come previsto, anzi, i casi stanno aumentando e di conseguenza la seconda ondata è tutt’altro che superata.

Le due zone più a rischio sono la Lombardia e la provincia di Bolzano, che registrano al momento un indice Rt superiore all’1.25 e che di conseguenza dovrebbero finire in automatico in zona rossa, quella a più alto rischio. Inoltre vi sono altre 11 Regioni da attenzionare in maniera costante, come si legge sempre nella bozza Iss. Ricordiamo che la fascia di assegnazione delle varie regioni verrà ufficializzata nelle prossime ore. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MONITORAGGIO ISS 15 GENNAIO: OGGI NUOVI COLORI REGIONI

È atteso in giornata il consueto monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità nel periodo 4 gennaio-11 gennaio, utile a formulare i dati necessari alla cabina di regia per valutare l’evoluzione della pandemia negli ultimi 7 giorni: questo pomeriggio dunque Cts e Ministero della Salute dovranno, in base ai dati Iss, formulare le nuove classificazioni delle Regioni con il sistema a colori mantenuto anche dal nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio fino al 5 marzo prossimo. «I segnali che arrivano dagli altri Stati europei non sono buoni. Da noi ci aspettiamo un Rt più alto, potrebbe sfiorare 1,10, la settimana scorsa era 1,03», ha spiegato ieri il Ministro della Salute Roberto Speranza nell’incontrare le Regioni anticipando alcuni dei contenuti del monitoraggio Iss 15 gennaio. Con il nuovo Decreto sono stati anche modificati i parametri e criteri per l’attribuzione delle 4 fasce (bianca, gialla, arancione e rossa) con irrigidimento delle valutazioni su indice Rt, indice di rischio e incidenza di contagio.

DA DOMENICA ITALIA DIVISA IN NUOVI COLORI

Rispetto allo scorso monitoraggio che inquadrava l’Italia con sole 5 Regioni arancioni (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Calabria e Sicilia) da domenica 17 gennaio – primo giorno in cui avrà valore la nuova ordinanza firmata questa sera dal Ministero della Salute Roberto Speranza – molto potrebbe cambiare nel Paese, con una prevalenza arancione che pare stia per confermarsi. Secondo le ultime anticipazioni conferite dal Ministro nelle Comunicazioni al Parlamento, sarebbero 12 le Regioni che ad oggi rischiano di venire messe in “arancione”: Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, provincia Bolzano, provincia Trento, Puglia, Umbria, Veneto, mentre per Lombardia, Calabria ed Emilia Romagna si rischia l’ingresso in zona rossa.

In fascia gialla invece potrebbero rimanere Molise, Toscana e Campania, da valutare invece i casi di Abruzzo, Sardegna e Valle d’Aosta che sono in “bilico” tra giallo e arancione. Il complicato nuovo metodo di classificazione di rischio approntato con il Decreto Covid 14 gennaio (qui il focus nel dettaglio) renderà importante la decisione della cabina di regia questo pomeriggio, con la formulazione delle singole ordinanze firmate stasera ma valide da domenica 17 gennaio 2021.

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