
Per la Procura, Comune e Regione non hanno preso provvedimenti sufficienti per migliorare la qualità dell’aria e diminuire lo smog
Il capoluogo piemontese risulta da anni una delle peggiori situazioni europee in quanto a qualità dell’aria e concentrazione di polveri sottili. Anche quest’anno, secondo il rapporto Mal’aria di Legambiente, la città si è aggiudicata la maglia nera con 98 giorni di sforamento dei limiti consentiti.
Ora l’ex presidente della Regione Sergio Chiamparino, l’attuale presidente Alberto Cirio, la sindaca Chiara Appendino e il suo predecessore Piero Fassino sono finiti al centro di un’inchiesta della Procura di Torino per “inquinamento ambientale”. Coinvolti anche gli assessori all’ambiente, Stefania Giannuzzi e Alberto Unia, Enzo Lavolta, Alberto Valmaggia e Matteo Marnati. Gli amministratori di Regione e Comune non avrebbero messo in campo provvedimenti insufficienti per migliorare le condizioni dell’inquinamento atmosferico in città, causa di gravi problemi di salute e peggioramento della qualità della vita. Il reato per il quale si procede nell’inchiesta (avviata nel 2017) è il 452 bis, un ecoreato in vigore dal maggio del 2015.
L’inchiesta era nata dopo l’esposto di un privato cittadino, l’avvocato Marino Careglio, membro del Comitato “Torino Respira”. La procura, all’epoca guidata da Armando Spataro, aveva affidato una consulenza ai carabinieri del Noe, a cui poi si sono aggiunte altre consulenze in merito.