Reggio Emilia, 13 maggio 2026 – “Puoi venire un’altra volta qui?”. “Sì, certo”, risponde lei in italiano. È stato un bambino dei nidi e delle scuole d’infanzia di Reggio Emilia a rompere le righe, nel più spontaneo dei modi, all’interno del protocollo che ha accompagnato la visita della principessa Catherine Elizabeth Middleton nel cuore del Reggio Approach.
Il primo viaggio all’estero di Kate dopo la malattia, la prima visita ufficiale in Italia da principessa (foto), per una due giorni di immersione reale nell’universo dei bambini, nelle loro aule, mettendo le mani nella creta; ponendosi, realmente, alla loro altezza.
La visita agli “asili più belli del mondo”
“Li chiamano gli asili più belli del mondo e quando li vedi capisci perché”, annuivano i giornalisti da ogni parte del mondo. La stessa Kate, incontrando alcune mamme, ha detto che un conto era studiare l’approccio, ma “vederlo è meraviglioso”. La moglie dell’erede al trono britannico è arrivata intorno alle 13 di oggi in piazza del duomo, dopo essere atterrata all’aeroporto di Parma: raggiante, in un tailleur ceruleo, omaggio al colore dell’Italia e dell’infanzia. Per lei il primo bagno di folla, con il saluto di circa 50 bambini delle classi dei 5 anni delle scuole Robinson e Diana, due degli istituti più iconici della rete educativa reggiana.

Migliaia di cittadini accorsi per salutarla
A salutarla una folla di circa tremila cittadini e seguaci in delirio. C’era Elizabeth, disabile 24enne arrivata apposta dalla Germania per consegnarle una lettera; Mariangela, la signora di Lecco che è riuscita tremante a regalarle un fiore stabilizzato; Nicola, 34enne barista di Arezzo in lacrime dopo aver scambiato due parole con lei; Marta, in prima fila dietro le transenne, la mamma della piccola Elena di soli 3 mesi che non smetteva di sorridere alla ‘principessa dei bambini’, mentre Kate la accarezzava.

Da una finestrella sopra la più antica cappelleria della città, un gruppo di signore reggiane ha omaggiato sua altezza reale con i tipici cappellini da cocktail, una foto che presto ha fatto il giro del mondo.
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Il dono del Primo Tricolore
Non si è risparmiata Kate Middleton, con bagni di folla, selfie e sorrisi a tutti coloro che la chiamavano. Poi l’ingresso in municipio, la consegna della massima onorificenza cittadina, il Primo Tricolore (“per il suo impegno a favore dell’infanzia”, come presidente della Royal Foundation for Early Childhood) e l’incontro con le tre pioniere di Reggio Children, che le hanno spiegato la storia lontana di questi asili, nati dalla vendita di un carro armato, sei cavalli e tre camion, lasciati nelle campagne di Villa Cella dai tedeschi in fuga nel 1945. Ma sono state la visita al centro Loris Malaguzzi e alla scuola Anna Frank il cuore di questa visita, nella “città costruita attorno ai bambini”, come lei stessa l’ha definita sui suoi canali social ufficiali.

In visita agli atelier, tra cui luce e creta
All’interno del Centro Kate ha fatto visita ai vari atelier, quello dedicato alla luce e quello della creta: qui in particolare ha partecipato a un’attività laboratoriale realizzando un manufatto insieme ad atelieristi e pedagogisti e ha apprezzato gli autoritratti dei bambini: “Sono fondamentali ha osservato – nella definizione dell’identità”. Non è mancato il rito del tè, preparato da uno chef stellato reggiano e un assaggio dell’orgoglio culinario locale, l’erbazzone, di cui la principessa si è innamorata al primo assaggio, chiedendone subito la ricetta alle educatrici della scuola materna.
“La amiamo come Diana, ha la stessa umanità”
Ad attendere la solare Catherine c’era anche un plotone imponente di stampa estera. Tutti molto incuriositi dalla bellissima, entusiasta accoglienza all’italiana nei confronti della futura regina. Il parallelismo con Diana Spencer viene veloce, facile, ed effettivamente qualche royal addicted accalcato sulle transenne conferma. “La amiamo come Diana, ha la stessa umanità”, spiega una signora reggiana al corrispondente della Bbc. Tanti anche i magazine americani, interessati al Reggio Approach e alla sua unicità. “Per Kate il vostro sistema educativo è un modello”, sottolineano. Il Belpaese che fa scuola.
