Per capire cosa significa la Rai Estate 2026 bisogna partire da quello che non ci sarà. Per la prima volta dopo molti anni TecheTecheTe non andrà in onda. Il programma di Massimo Bernardini — vent’anni di archivio Rai trasformato in spezzoni di varietà, volti storici, sigle ormai dimenticate — era diventato così strutturale all’interno del palinsesto estivo da essere quasi invisibile.
Era lì ogni sera dopo il telegiornale, era il tappeto sonoro dell’estate italiana da decenni. Sparisce, e al suo posto arriva qualcosa di completamente diverso.
Arriva l’Eredità estate
Dal 20 luglio, in access prime time su Rai 1, debutterà infatti L’Eredità Estate — una versione stagionale del quiz di Marco Liorni, con una formula inedita ancora da definire nei dettagli.
È una scelta ambiziosa: portare un quiz competitivo nella fascia che era occupata da un programma di intrattenimento puro, costruito sul piacere del riconoscimento e della memoria collettiva. Il test è duplice: capire quanto possa funzionare L’Eredità senza la struttura invernale, e quanto il pubblico estivo è disposto a seguire una gara di domande invece di nostalgia.
I Mondiali come asse portante
Il centro di gravità dell’estate Rai sarà la Coppa del Mondo di calcio, in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti. L’Italia non c’è — eliminata dalla Bosnia nelle qualificazioni (come dimenticarlo?) — e questo è un elemento che peserà enormemente sull’interesse del pubblico italiano, storicamente legato alla nazionale più che al torneo in sé.
La Rai ha comprato il Mondiale con un investimento pesantissimo: e qualcuno in viale Mazzini probabilmente non dormirà la notte al pensiero di un intero Mondiale da mostrare, senza l’Italia. Anche perché questo storicamente sarà il campionato del mondo più voluminoso di sempre: 48 squadre divise in 12 gironi con un turno di eliminazione diretta in più e 102 partite complessive. In Qatar erano state 64. Due le finali, quella per il terzo posto a Miami e quella per il titolo a East Rutherford, New York.

L’evento sarà tutto su Rai 1 con le dirette delle partite, mentre Rai 2 affiancherà con approfondimenti e si occupa del resto dello sport estivo: Tour de France, Giro d’Italia Femminile, Europei di Nuoto, Europei di Atletica, Coppa del Mondo di Basket Femminile, Europei di Ginnastica Artistica, Europei di Volley Femminile. Un catalogo sportivo denso che occupa la seconda rete per quasi tutta l’estate.
Il rischio dei Mondiali senza Italia è noto: gli ascolti calano sensibilmente quando la nazionale non gioca. Nel 2010 e nel 2014, quando l’Italia era ai Mondiali – per altro con risultati scarsissimi e una eliminazione al primo turno – le partite degli azzurri erano state comunque degli eventi globali di interesse nazionale. Ma senza l’Italia, il Mondiale diventa un programma sportivo come gli altri — magari più seguito degli altri soprattutto nella sua fase a eliminazione diretta, ma non uno spartiacque.
Baywatch su Rai 2 e la scommessa della serialità
La novità più inaspettata è Baywatch. Tutte le stagioni della serie originale del 1989 andranno in onda, rimasterizzate, nel daytime di Rai 2. Un’operazione simile a quella che la Rai ha condotto per anni con Saranno Famosi che da qualche stagione è fuori dal palinsesto.
La serie era un cult di Italia 1 negli anni Novanta — Pamela Anderson, David Hasselhoff, la sigla, i costumi rossi e i bagnini con il fisico da modelli.
Il tentativo sarà duplice: intercettare un pubblico adulto e un po’ nostalgico che lo ha già visto e vuole rivederlo, per presentarlo magari come una riscoperta a chi non lo conosce. Un meccanismo che sembra funzionare con i teen drama su Netflix: vedremo se farà altrettanto con Baywatch su una rete pubblica nel 2026.
Sempre su Rai 2, debutta in prima serata Solo per Amore — il titolo è provvisorio — otto puntate con Monica Setta dedicate al tema dell’amore attraverso conversazioni con ospiti del mondo dello spettacolo, della società e della politica. Un format di conversazione estivo, più leggero dell’approfondimento invernale.
Gli omaggi e la memoria
Il palinsesto estivo Rai ha sempre avuto una vocazione anche commemorativa, e nonostante l’assenza di TecheTecheTe il 2026 non fa eccezione. Il 31 maggio va in onda un documentario su Rino Gaetano a cinquant’anni da Ma il cielo è sempre più blu. Il 7 giugno un docu-film su Pippo Baudo narrato da Fiorello, a quasi un anno dalla scomparsa del leggendario conduttore. Il 12 luglio è in programma Lino d’Italia su Lino Banfi. Il 17 agosto un tributo a Mogol. Tre novantesimi in un’estate sola — Baudo, Banfi e Mogol tutti novantenni nel 2026.
Il 29 agosto La Notte dei Fiori da Sanremo, il 5 settembre La Notte dei Serpenti dall’Abruzzo con Enrico Melozzi ed Elettra Lamborghini. E dal 13 luglio torna Noos di Alberto Angela.
È un’estate costruita sulla solidità più che sull’invenzione — sport, memoria, qualche novità misurata. E una valanga di calcio che non ci riguarda e che procurerà non pochi bruciori di stomaco.