Nella Gola di Frasassi che si trova nelle Marche, tra le rocce viene ritrovato incastrato tra i sassi un vecchio rullino fotografico dimenticato da decenni e ancora integro malgrado sia rimasto per tutti questi anni sotto al sole e alla pioggia. La pellicola viene sviluppata e rielaborata grazie alla tecnologia con le foto che vengono condivise sul web. Due giorni dopo arriva la svolta: le foto sono di Tiziano Cantalamessa, una leggenda dell’alpinismo locale. A trovare per caso il rullino è stato lo scalatore Lorenzo Rossetti, un geologo originario di Montecarotto in provincia di Ancona. Rossetti scatta una foto e la invia ad un amico, il regista di Fabriano Paolo Bacchi, con lo scopo di capire di chi possa essere il rullino.
Bacchi, che anni prima aveva girato un documentario proprio su quella parete, pensa che la pellicola possa essere sua o della sua vecchia troupe. Il dubbio viene smontato dai suoi colleghi di cordata che gli fanno capire subito che si tratta di materiale troppo vecchio. Bacchi, a questo punto viene assalito dalla curiosità e si fa consegnare il rullino che viene affidato a un laboratorio in grado di sviluppare vecchie diapositive. Dalle immagini emergono sbiadite scene di arrampicata ed altre immagini tra cui un’esercitazione del Soccorso Alpino con l’elicottero. Si tratta di scampoli di vita vissuta sulle montagne della zona databili alla fine degli anni Ottanta.
La muffa nel frattempo ha divorato i volti. Bacchi però non si dà per vinto e si affida ad un software di restauro digitale e all’intelligenza artificiale di Magnific Ai, programma che riesce a ricostruire il volto sui fotogrammi. A quel punto Bacchi pubblica su Instagram un video-appello per cercare di dare un nome ai protagonisti di quelle immagini e il post in meno di un giorno raccoglie oltre due milioni e mezzo di visualizzazioni, con migliaia di like e condivisioni in un solo giorno. A scrivere sono patiti di alpinismo, i Cai di tutta Italia e semplici curiosi. Il regista si trova spiazzato non avendo mai immaginati di ricevere tutti questi messaggi. Il giorno dopo arriva la svolta: tra i tanti messaggi spunta quello di una donna che riconosce nel volto ricostruito dall’Ia un alpinista scomparso quasi tre decenni prima. Si tratta di Tiziano Cantalamessa, una vera leggenda dell’alpinismo locale a cui è stato dedicato anche un libro. A confermare definitivamente che si tratta di lui è la moglie, che dice con parole cariche di commozione che l’uomo nelle foto è proprio il marito morto 27 anni fa.
L’articolo La storia del rullino vecchio 40 anni ritrovato per caso, il volto dell’uomo in foto ricostruito grazie all’Ia proviene da Blitz quotidiano.