Lachifarma produrrà vaccini Covid/ “Nodo brevetti? Serve accordo Governo-Big Pharma”

In Puglia c’è un’azienda che è pronta a produrre i vaccini anti Covid delle grandi case farmaceutiche, appena saranno sdoganati i brevetti. Si tratta della Lachifarma di Zollino, in provincia di Lecce. I lavori sono già partiti: visto che da qui usciranno milioni di fiale di vaccini made in Italy, è stata avviata già la riconversione di uno dei stabilimenti e si è assicurata un bioreattore da duemila litri. Questa è, dunque, una delle aziende a cui il Governo ha affidato la sfida di produrre il farmaco. «La nostra capacità produttiva, con gli impianti industriali che stiamo andando a installare, può arrivare a 2 milioni di dosi al giorno ricevendo la materia prima», dichiara Luciano Villanova, vicepresidente della Lachifarma, ai microfoni del Tg5. Un investimento economico importante, da 20 milioni di euro, con ricadute a livello occupazionale, visto che saranno assunti altri 70 lavoratori circa. L’obiettivo è arrivare entro marzo-aprile del 2022 a far partire le dosi a pieno regime.

Tocca, dunque, all’Unione europea negoziare con i detentori dei brevetti per canalizzare le produzioni in Italia e rendere così il nostro Paese indipendente dal resto del mondo. Nel frattempo 175 tra premi Nobel ed ex premier hanno mandato una lettera al presidente Usa Joe Biden in cui si auspica la sospensione della proprietà intellettuale sui vaccini Covid.

LACHIFARMA E IL NODO BREVETTI

Lachifarma ha rivelato di essere stata contattata da diverse società estere detentrici di brevetto. Non è un caso. Il colosso internazionale Patheon, che ha sedi italiane a Monza e Ferentino, produrrà i vaccini in Italia dopo aver preso accordi autonomamente con una ditta dentatrice di brevetto. Dunque, l’accordo con queste aziende è fondamentale per poter far partire la produzione. «Al momento sembra proprio che sia così il che mette il paletto a tante aziende potenzialmente pronte a partire. Altro discorso se il Governo potesse gestire direttamente i brevetti, in accordo con le Big Pharma loro titolari, e successivamente interfacciarsi con le aziende del territorio per produrre», ha dichiarato nei giorni scorsi Luciano Villanova al Quotidiano di Puglia.

Ai microfoni di LeccePrima invece aveva spiegato che se non potrà produrre il vaccino per l’Italia, allora lo farà per l’estero: «Sto investendo nell’operazione venti milioni di euro di tasca mia, acquistando macchinari altamente qualificati in Italia, e preso contatti con Big Pharma. Mi piacerebbe produrre vaccino per il mio Paese, essendo, Lachifarma, al 100% un’azienda italiana. Ma se non potrò farlo, lo farò per altri Paesi».

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