“Lascia il clan, non voglio piangerti al cimitero”. L’appello disperato di una madre al figlio

“Ascoltami, lo vuoi un consiglio da mamma: quando vai a trovarti un lavoro…togliti da in mezzo a questo storia…togliti, togliti”. Questo il disperato appello che la madre di Gabriele Muserra, gambizzato il 14 aprile a Bari, avrebbe rivolto al figlio, nel tentativo di dissuaderlo dal frequentare ambienti vicino alla criminalità organizzata. Il 21enne era stato raggiunto da colpi di arma da fuoco in un agguato compiuto tra via Dante e via Ravanas, nel rione Libertà di Bari. Per questa vicenda e per un altro agguato, il gip di Bari ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Antonio Strambelli, di 33 anni, e Ignazio Raggi, di 21.

“Mò speriamo che ti sei spaventato”, continua la donna, con l’auspicio che, dopo l’agguato subito, il figlio potesse ravvedersi e uscire dal circuito mafioso in cui si era inserito. “Ora è andata bene – prosegue la mamma di Muserra – la prossima volta te ne vai al cimitero, io ne sono convinta, ed io a piangere al cimitero non ci voglio venire”. Anche la madre di Raggi sarebbe in apprensione per le sorti del figlio. La donna – a quanto viene riferito da fonti investigative- ha denunciato alle autorità l’esistenza di un post su TikTok con raffigurata la foto del figlio e la didascalia: “A San Nicola non penso arrivo, verrò trivellato (crivellato, ndr) prima”.

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