Legge 104 e caregiver, cosa cambia: permessi retribuiti, congedo fino a 2 anni e smart working prioritario

Un passo in avanti per la riforma del caregiver familiare, in sostanza la persona responsabile di un altro soggetto dipendente, anche disabile, di cui si prende cura in un ambito domestico. Nella legge di Bilancio del 2026 viene, infatti, istituito un fondo ad hoc per il finanziamento delle iniziative legislative “a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”. Il fondo, si legge ancora nella manovra del governo, è destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi di iniziativa governativa finalizzati alla definizione della figura del caregiver familiare delle persone con disabilità e al riconoscimento del valore sociale ed economico della relativa attività di cura non professionale.

Assistenza familiare e caregiver
(DIRE) Bologna, 23 lug. – Oltre 2,3 milioni di euro di risorse nazionali destinati ai caregiver dell’Emilia-Romagna. Che, sommati ai tre milioni stanziati direttamente dalla Regione, portano a più di cinque milioni, in totale, i contributi per sostenere chi si prende cura dei familiari non autosufficienti. È stato approvato dalla giunta il Programma regionale per l’utilizzo e la suddivisione tra tutte le Aziende sanitarie delle risorse nazionali del Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, destinate agli interventi a favore della figura del caregiver familiare. “Uno stanziamento molto importante che la Regione ha deciso di rafforzare con ulteriori tre milioni di euro di risorse proprie, finanziando per la prima volta dalla sua istituzione il Fondo regionale Caregiver introdotto dalla legge 5 del 30 maggio 2024”, spiega l’assessore al Welfare, Isabella Conti. “Un segno tangibile dell’importanza fondamentale che questa figura riveste e che noi vogliamo riconoscere anche dal punto di vista economico. Prendersi cura di chi si prende cura è un aiuto concreto alle tante persone che con dedizione, e anche fatica, si occupano, gratuitamente, dell’assistenza a lungo termine di familiari o di persone care”, aggiunge. La Regione Emilia-Romagna è stata la prima in Italia a riconoscere la figura del caregiver con una legge regionale del 2014, affianacata, nel 2024, dall’istituzione del fondo regionale. Le risorse finanziate dal Fondo nazionale sono destinate a interventi di sostegno e sollievo ai caregiver che assistono persone in condizione di disabilità gravissima. Diversi gli interventi previsti, non solo in termini di sostegno economico: sono previste azioni di sollievo domiciliare per garantire spazi di autonomia ai caregiver, per esempio, con la presenza per alcune ore di personale qualificato a caso una volta alla settimana o ogni due, ma anche la possibilità di accogliere temporaneamente il familiare assistito in strutture semi-residenziali e residenziali (accoglienza temporanea dell’assistito in struttura semiresidenziale e residenziale) in situazioni complesse e di emergenza per chi assiste. Inoltre, il programma prevede la possibilità da parte dei caregiver di usufruire di progetti finalizzati a percorsi di sostegno psicologico individuale o di gruppo, interventi di supporto psico-educativo e relazionale, gruppi di auto-mutuo aiuto e di sostegno o di formazione dei nuclei familiari. Le risorse complessive ammontano a 2,3 milioni e vengono suddivise tra le Ausl del territorio, per il 50% sulla base della popolazione residente e per il restante 50% sulla base della popolazione residente uguale o superiore ai 75 anni. All’Ausl Romagna sono assegnati 591.964 euro, all’Azienda sanitaria di Bologna 469.948 euro, all’Ausl Modena 356.675 euro, all’Ausl Reggio Emilia 259.124 euro, all’Ausl Parma 232.363 euro, all’Ausl Ferrara 194.060 euro, all’Ausl Piacenza 151.322 euro e all’Ausl Imola 69.544 euro. (Vor/ Dire) 12:37 23-07-2

La dote messa a disposizione dal governo

Già nella Finanziaria del 2018 venne istituito un fondo per sostenere questa figura familiare. Poi, però, le risorse confluirono nel capitolo del sostegno per i soggetti disabili. Con la manovra torna un Fondo dedicato che potrà contare – come si legge nella bozza di manovra – su 1,15 milioni di euro nel 2026 e 207 milioni all’anno a decorrere dal 2027. In sostanza, l’anno prossimo, sarà un anno di transizione, durante il quale il governo conta di definire una specifica normativa per il settore dell’assistenza domiciliare.

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Legge 104 e caregiver: 10 ore di permesso extra dal 1° gennaio 2016

Le recenti modifiche alla Legge 104 e le nuove misure dedicate ai caregiver familiari rappresentano un passo importante per il sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Tra le novità più rilevanti ci sono le ulteriori 10 ore di permesso retribuito introdotte dal 1° gennaio 2026, il congedo fino a due anni senza stipendio ma con conservazione del posto e accesso prioritario allo smart working, e la riforma del sistema di valutazione dell’invalidità civile, che punta a superare il modello medico tradizionale a favore di un approccio bio-psico-sociale.

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In Italia 8 milioni di caregiver: più donne che uomini

Il caregiver familiare si distingue da quello professionale (o badante), rappresentato da un assistente familiare che accudisce la persona non-autosufficiente, sotto la verifica, diretta o indiretta, di un familiare. È stato riconosciuto e delineato normativamente per la prima volta dalla legge di bilancio 2018 (articolo 1, commi 254-256, Legge n. 205 del 2017), che al comma 255 lo definisce come “persona che assiste e si prende cura di specifici soggetti”.

Secondo i dati Istati, il totale dei caregiver familiari che ha fornito cure ed assistenza almeno una volta alla settimana a membri della propria famiglia ammonta, complessivamente, a oltre 7 milioni di persone, in prevalenza appartenenti alla popolazione femminile (4,1 milioni, circa il 60% del totale dei 7 milioni di caregiver, contro i 2,9 milioni di uomini), su un totale di circa 8 milioni di caregiver (coloro che dichiarano di aver fornito assistenza, non necessariamente ad un familiare).

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Le leggi regionali dalla Lombardia all’Emilia: sostegno economico e cure

Fra le regioni che per prime hanno definito norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare c’è l’Emilia Romagna che nel del 2014 ha riconosciuto, prima fra le regioni italiane, la figura in quanto componente informale della rete di assistenza alla persona e risorsa del sistema integrato dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari, tutelandone i bisogni.

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In base ai dati di presentazione dell’intervento regionale, si è dato conto di circa 289.000 persone, di cui il 55% donne, nel territorio della Regione, la cui attività di cura consente a soggetti non autosufficienti di poter evitare il ricovero in strutture sanitarie. La legge regionale riconosce il ruolo sociale del caregiver familiare, e proprio per questo intende fornire formazione e supporto alle attività di assistenza prestate gratuitamente da familiari ed amici a persone non autosufficienti, mettendo a loro disposizione importanti servizi.

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Anche la Lombardia, si è distinta attraverso un progetto sperimentale per sostenere e incentivare la scelta delle cure palliative domiciliari, in alternativa al ricovero in hospice o in ospedale. Il sostegno ai caregiver consiste in un contributo economico di 700 euro da assegnare alle famiglie dei malati terminali.