Legge 104, le novità per l’assistenza domiciliare: più congedi e permessi retribuiti

Roma, 23 ottobre 2025 – Da una parte il passo in avanti per la riforma del caregiver familiare, in sostanza la persona responsabile di un altro soggetto dipendente, anche disabile, di cui si prende cura in un ambito domestico, prevista nella manovra. Dall’altra l’entrata in vigore delle nuove norme che integrano la legge 104. Dal 2026, insomma, si cambia sul fronte dell’assistenza domiciliare.

Nella legge di Bilancio è stato infatti istituito un fondo ad hoc per il finanziamento delle iniziative legislative “a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”. Il fondo, si legge ancora nella manovra del governo, è destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi di iniziativa governativa finalizzati alla definizione della figura del caregiver familiare delle persone con disabilità e al riconoscimento del valore sociale ed economico della relativa attività di cura non professionale.

Già nella Finanziaria del 2018 venne istituito un fondo per sostenere questa figura familiare. Poi, però, le risorse confluirono nel capitolo del sostegno per le persone con disabilità. Con la manovra torna un Fondo dedicato che potrà contare – come si legge nella bozza bollinata della manovra – su 1,15 milioni di euro nel 2026, che sarà un anno di transizione per la definizione delle nuove norme, e 207 milioni all’anno a decorrere dal 2027. In sostanza, l’anno prossimo sarà un anno di transizione, durante il quale il governo conta di definire una specifica normativa per il settore dell’assistenza domiciliare.

Del resto le recenti modifiche alla legge 104 (che è stata integrata con le norme contenute nella 106) e le nuove misure dedicate ai caregiver familiari rappresentano un passo importante per il sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Tra le novità più rilevanti ci sono le ulteriori 10 ore di permesso retribuito che saranno introdotte dal primo gennaio 2026, il congedo fino a due anni senza stipendio ma con conservazione del posto e accesso prioritario allo smart working, e la riforma del sistema di valutazione dell’invalidità civile, che punta a superare il modello medico tradizionale a favore di un approccio bio-psico-sociale. Misure rivolte a chi ha un’invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%, o per i genitori che hanno figli minorenni nella stessa condizione. Le dieci ore di permessi extra retribuiti sono destinate a visite, esami e cure mediche, che si aggiungono alle misure già in vigore attualmente. In più, la nuova legge riconosce, in modo più esplicito, la priorità nell’accesso al lavoro agile per questi lavoratori, chiaramente dove la mansione lo consenta.

Per la prima volta, le nuove regole toccano anche i lavoratori autonomi. Partite Iva e professionisti potranno sospendere la propria attività per un massimo di 300 giorni nel caso di malattie oncologiche o invalidanti, mantenendo la propria posizione previdenziale e contributiva attiva. La riforma del caregiver familiare si inserisce in questo contesto e la figura è stata riconosciuta e delineata per la prima volta dalla legge di Bilancio. 

Secondo gli ultimi dati Istat, il totale dei caregiver familiari che ha fornito cure ed assistenza almeno una volta alla settimana a membri della propria famiglia ammonta, complessivamente, a oltre 7 milioni di persone, in prevalenza appartenenti alla popolazione femminile (4,1 milioni, circa il 60% del totale dei 7 milioni di caregiver, contro i 2,9 milioni di uomini).