Andrà a processo Luca Palamara, ex consigliere del Csm accusato di corruzione. Secondo quanto reso noto in queste ore da Repubblica.it, il gup di Perugia Piercarlo Frabotta ha deciso che Palamara dovrà rispondere direttamente davanti alla Corte delle utilità ricevute dall’imprenditore Fabrizio Centofanti. Per l’accusa ciò sarebbe avvenuto in cambio della sua funzione. Il processo prenderà il via il prossimo 15 novembre e vedrà sul banco degli imputati oltre a Palamara anche l’amica Adele Attisani, anche lei accusata di corruzione.
Ad essere assolto in abbreviato, come riferisce Il Fatto Quotidiano nell’edizione online, l’ex procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio per il quale era stata chiesta la condanna a 8 mesi con l’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio in merito a due differenti episodi. Per l’imprenditore Centofanti il giudice ha accolto la richiesta di patteggiamento a un anno e sei mesi dopo le recenti dichiarazioni spontanee rese ai pm di Perugia. Subito dopo i magistrati avevano modificato il capo di imputazione contestando la corruzione in concorso per l’esercizio delle funzioni, e non più la corruzione in atti giudiziari.
LUCA PALAMARA A PROCESSO PER CORRUZIONE: IL COMMENTO DI CANTONE
Secondo le accuse rivolte a Luca Palamara, l’ex consigliere del Csm avrebbe percepito presunte utilità per sè e per Attisani per “l’esercizio delle sue funzioni e poteri” consentendo a Centofanti di “partecipare a incontri pubblici e riservati cui presenziavano magistrati, consiglieri del Csm e altri personaggi pubblici con ruoli istituzionali nei quali si pianificavano nomine e incarichi direttivi”. In tal modo avrebbe permesso a Centofanti “di accrescere il suo ruolo di ‘lobbista’”. In base alla ricostruzione della procura di Perugia, le presunte utilità vennero fornite a Palamara anche per “la disponibilità di accogliere richieste di Centofanti finalizzate a influenzare o determinare anche tramite i rapporti con altri consiglieri del Csm o di altri colleghi, le nomine e gli incarichi da parte del Consiglio medesimo e le decisioni della sezione disciplinare del predetto organo”. All’imputato viene contestata anche la rivelazione e l’uso dei segreti di ufficio. Il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, all’Ansa ha commentato: “Siamo consapevoli che è solo un primo passo perché siamo in udienza preliminare ma è comunque un passo importante”. L’udienza preliminare, ha aggiunto, è stata lunga e complessa e in merito alla decisione del giudice, ha proseguito, “è stata una decisione ponderata presa dopo avere fatto tutti i dovuti approfondimenti. Un’attività articolata che conferma la correttezza dell’attività d’indagine della Procura e la correttezza delle modifiche operate al capo d’imputazione”.
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