MariaCeleste ad AndreaX: “Tu sei completamente fuori asse”

Carlo dorme, sotto l’ombrellone, con la bocca appena aperta, un bambino o un vecchio? MariaCeleste lo guarda e pensa che il mare non guarisce niente, però, a volte, sposta il dolore di qualche metro più in là. Basta quello. Basta vedere Carlo con il volto un po’ meno grigio, i piedi nella sabbia, il respiro regolare.

La sera si rientra. Lei ha una cena da amici. “Arriverò tardi e vi raccomando, cose leggere”. Quindi il solito piatto di hummus al centro tavola servito con pane gluten free bruschettato. Che botta di vita! Ci va, e le sembra tutto sbagliato, il vino, la gente che dice: “Che bello rivedersi dopo tanto tempo!” senza guardarsi per davvero.

In cucina ci trova AndreaX, appoggiato al lavello, il cellulare in mano. Birbe, anche lei lì, gli parla sottovoce, veloce, come se stesse gestendo un danno d’immagine più che una vita.

Maria Celeste capisce prima ancora di salutare.

“Tu sei completamente fuori asse” dice ad AndreaX.

Lui alza gli occhi. “Buonasera anche a te. Perché ti rivolgi così, non mi saluti neanche. Non mi abbracci. Niente. Adesso che ti ho fatto?”

“Scusami, innanzitutto buonasera. Ho saputo!”.

Birbe fa un mezzo passo avanti: “MariaCeleste, magari non qui.”

“Qui va benissimo. Delle nostre vite tutti sanno sempre tutto”.

Andrea è rigido. Barba di tre giorni, occhi consumati, l’ansia gli regala fascino:

“Non sai com’è andata”.

“Senti, hai messo incinta una ragazza. Fine della trama”.

“Non è una trama.”

“Appunto. È la vita, caro mio. E tu nella vita non puoi fare il protagonista indie che sparisce tra una strofa e un after”.

“Tu la morale a me?”.

“No. Voglio solo dirti di non fare casini, il che è diverso.”

Qualcuno ha abbassato la musica. La cena diventa, improvvisamente, una pièce teatrale, ma tutti fingono di non assistervi.

Andrea si passa una mano tra i capelli. “Di casini, in verità, ne ho mille. Tra poco mi parte il tour, ho la testa piena di date, clip, interviste. E intanto c’è questa cosa”.

“Questa cosa io la chiamo un bambino, ok?”.

“Ma io non voglio stare con lei per finta, Nuvoletta” le risponde lui, perso.

“E fai bene. Sarebbe peggio. Ma essere civile non significa fingere amore. Significa esserci, parlare chiaro, accompagnarla alle visite, non lasciarla sola con tua cugina che organizza contenimento danni.” Birbe sussurra: “Grazie, eh!”.

“Prego” le risponde MariaCeleste, senza guardarla.

AndreaX fa un passo verso di lei che lo blocca: “Ma tu cosa vuoi da me?”.

Dal balcone arriva il rumore di scooter che parcheggiano, di un cane che abbaia troppo, di una risata sguaiata. La serata scorre con una maleducazione perfetta.

Orsetto, dille qualcosa!