NUOVA ORDINANZA REGOLE COVID DAL 1 MAGGIO: LE ANTICIPAZIONI
La data del 1 maggio era stata disegnata dall’ultimo Decreto Covid come il vero ritorno alla normalità: per la maggior parte dei luoghi e delle situazioni sarà così, ma Green Pass e mascherine obbligatorie non saranno proprio del tutto abolite come si poteva pensare in un primo momento.
La cautela-prudenza continua e costante del Ministero della Salute ha avuto la meglio in alcune nuove regole che saranno fissate oggi in una nuova ordinanza per definire quali davvero saranno le novità dal 1 maggio 2022 in tutta Italia: come sottolineano le anticipazioni odierne del “Corriere della Sera”, entro domani mattina il Ministro Roberto Speranza depositerà una nuova ordinanza che prolunga l’uso delle mascherine in alcune circostanze, riassumendo possiamo dire a grandi linee su trasporti, scuola e ospedali. Per quanto riguarda il Green Pass, sarà obbligatorio dopo il 1 maggio solo per operatori sanitari: in tutti gli altri casi – trasporti, lavoro, scuola, concerti, sport, concorsi, negozi, cinema, teatri – non sarà più obbligatorio avere il certificato Covid, né tampone negativo. Ecco qui di seguito le anticipazioni “in pillole” della nuova ordinanza sulle regole Covid dal 1 al 31 maggio 2022.
Obbligo mascherine prorogato in:
– FFP2 per trasporti: metro, bus, treni, aerei, navi
– Scuola (fino a metà giugno)
– palazzetti al chiuso
– cinema e teatri al chiuso
– barbieri, parrucchieri, centri estetici
– ospedali e Rsa
Stop all’obbligo mascherine (ci sarà solo raccomandazione) in:
– negozi
– ristoranti e locali
– stadi
– lavoro
– in qualsiasi luogo all’aperto
COSTA: “MASCHERINE AL CHIUSO PER TRASPORTI E SCUOLA”
La mediazione del Premier Draghi in questi giorni è riuscita a “ridurre” la volontà di cautela estrema del Ministro Speranza (supportato anche dai Ministri Franceschini e Bianchi, la “nuova” linea “chiusurista” in seno al Governo) il quale voleva mantenere l’obbligo di mascherine per un altro mese praticamente dovunque.
Intervistato da “Mattino 5” stamane, il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa ha ribadito che l’obbligo di mascherine al chiuso sparirà sui luoghi di lavoro: «si va verso una raccomandazione, non un obbligo», ha spiegato l’esponente di Noi con l’Italia. «È tempo di dare fiducia agli italiani, ci sono le condizioni per tornare alla normalità. Si passerà alla raccomandazione per l’uso delle mascherine al lavoro, senza distinzione tra pubblico e privato», ha sottolineato ancora Costa su Canale 5. Secondo il vice di Speranza – non sempre allineato appieno alla cautela manifestata dal leader di LeU – sarebbe complesso continuare a regolamentare un obbligo come la mascherine a lungo: «la soluzione migliore è arrivare a una raccomandazione. Una regola che varrà per tutti se parliamo non più di sussistenza dell’obbligo, c’è la consapevolezza che poi ci possono essere protocolli dei datori di lavoro condivisi con i sindacati e associazioni di categoria». Analisti e scienziati non vedono positivamente l’allentamento delle regole, come esprime oggi il presidente di Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta nel presentare i nuovi dati settimanali sulla pandemia: «La media dei nuovi casi giornalieri è risalita a quasi 62mila, il tasso di positività dei tamponi molecolari ha superato il 18% e il numero di positivi, ampiamente sottostimato, supera quota 1,23 milioni. Con questi numeri, se è ragionevole mandare in soffitta il Green pass che ha ormai esaurito definitivamente il ruolo di ‘spinta gentile’ alla vaccinazione, sarebbe una follia abolire l’obbligo di mascherina nei locali al chiuso, in particolare se affollati e/o scarsamente areati, e sui mezzi pubblici».
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