Mascherine gate, Zingaretti sotto inchiesta Corte dei Conti/ “Danno da 11 milioni”

Arrivano importanti novità sul mascherine gate che ha coinvolto la Regione Lazio. Secondo quanto reso noto da La Verità, il governatore dem Nicola Zingaretti e il dirigente della Protezione Civile Carmelo Tulumello sono finiti sotto inchiesta da parte della Corte dei Conti. Riflettori accesi sull’acquisto di 14 milioni di dispositivi di sicurezza della Ecotech, mai arrivati.

L’indiscrezione arriva dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro e non era trapelata negli scorsi giorni per non interferire con la campagna elettorale. I magistrati, guidati dal procuratore Pio Silvestri, hanno provato a tenere segreta la vicenda, senza successo.

Mascherine gate, Zingaretti sotto inchiesta Corte dei Conti

Il mascherine gate riguarda l’acquisto di 7,5 dispositivi di sicurezza, pagati quasi 15 milioni di euro, 14,6 per la precisione. Ma fu consegnata solo una parte dei dpi concordati (FFP2 e FFP3). La Protezione Civile, considerando il ritardo nell’adempimento del contratto, revocò due affidamenti all’Ecotech, che tra le altre cose non aveva mai trattato prima quel genere di prodotto. Ma la società si intascò gli oltre 14 milioni di euro, senza restituire neanche un centesimo, nonostante svariate promesse.

Zingaretti e Tulumello si affideranno ad avvocati privati per difendersi dalle accuse. Al momento, la Regione ha replicato alle deduzioni richieste  dalla Corte dei Conti, ribadendo la piena regolarità delle procedure. L’istituzione ha invocato la restituzione dei fondi spesi, ma c’è di più. Secondo l’avvocatura, nella vicenda ha avuto anche un ruolo la sorella del presidente. L’opposizione è partita all’attacco, durissimo l’affondo del leghista Stefano Candiani: “Il silenzio intorno alle indagini che inguaiano Zingaretti per la vicenda delle mascherine fantasma è semplicemente vergognoso. La Corte dei Conti ha chiesto al governatore del Lazio il conto per quei milioni di mascherine pagate fior di soldi e mai consegnate, che hanno fatto perdere oltre 11 milioni di soldi pubblici”.

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