Migranti, Lamorgese: “Nuovo patto Ue non ci soddisfa”/ “Militari dove li schiero?”

Migranti, Lamorgese: “Nuovo patto Ue non ci soddisfa

In queste ultime settimane, visti i nuovi sbarchi in massa, è tornato pregnante il problema migranti in Italia. Ieri la ministra dell’interno, Luciana Lamorgese, in audizione davanti al l Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla gestione del fenomeno migratorio, ha rivolto un chiaro messaggio all’Unione Europea, spiegando: “Le proposte contenute nel nuovo patto europeo per l’immigrazione e l’asilo non sono soddisfacenti per Italia”.

La titolare del Viminale si è soffermata in particolare sulla questione rimpatri, sottolineando che “Chi non ha titolo per entrare nel nostro Paese deve essere rimpatriato, ma l’attuazione di questo principio è resa difficile dalla complessità tecnica della procedura. In tale settore riteniamo essenziale un maggiore sforzo dell’Ue sia nel negoziare nuovi accordi di rimpatrio sia nel sostenerne finanziariamente l’implementazione da parte degli Stati membri impegnati in tale esercizio”. A complicare ulteriormente la situazione ci ha pensato la pandemia di covid, con la chiusura quasi totale delle frontiere che “Di fatto ha bloccato le operazioni di rimpatrio nella prima parte dell’anno”.

MIGRANTI, LAMORGESE: “FONDAMENTALE STABILIZZARE LA LIBIA”

In totale, nel 2020, sono state rimpatriate 3.607 persone, mentre per quest’anno la cifra è pari a 1.277: “In questo ambito riveste grande importanza la situazione dei Centri di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) – ha aggiunto – attualmente sul territorio nazionale sono operativi 9 Cpr per una capienza effettiva pari a circa 765 posti. Stiamo lavorando all’ampliamento della capacità ricettiva di tali strutture e alla ricerca di altre soluzioni sul territorio”. Al fine di contenere i flussi migratori è essenziale per l’Italia “Contribuire al processo di stabilizzazione della Libia”, principale via di ingresso dall’Africa, “Dalla quale registriamo, questo è innegabile, un aumento dei flussi in questo periodo. E’ importante che ci sia un rafforzamento di questo storico rapporto bilaterale”. Infine, sulla possibilità di schierare l’esercito così come fatto dalla Spagna, la ministra Lamorgese conclude: “Se voi mi date un consiglio su dove metterli in mare forse riusciamo a risolverlo prima il problema. I confini marittimi sono diversi da quelli terrestri. Ai confini terrestri lo abbiamo fatto anche noi”.

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