Modello Emilia Romagna ai blocchi: dal 31 agosto 8mila studenti a scuola

Bologna, 26 agosto 2026 – Lunedì in Emilia-Romagna si torna a scuola. Non proprio sui banchi e con le lezioni, come d’abitudine, ma di sicuro all’interno degli oltre 150 istituti che hanno aderito all’iniziativa lanciata dal governatore Michele de Pascale e dall’assessora alla Scuola Isabella Conti. Un progetto, al suo debutto, che ora potrebbe diventare un modello da imitare e riproporre in tutta Italia. Ad aderire sono stati infatti oltre 8.000 studenti e studentesse delle elementari di tutta la regione.

I numeri

Da Piacenza a Rimini (a Bologna 1.700, mentre a Modena oltre 1.500), passando per tutti i capoluoghi e i comuni che hanno deciso di essere coinvolti nella proposta regionale. Un totale di 14 territori e 42 comuni che apriranno così già le scuole per permettere a tutti i giovani tra i 6 e gli 11 anni di svolgere attività extrascolastiche con oltre due settimane d’anticipo rispetto al primo suono della campanella, fissato per il 15 settembre.

Rear view of a female teacher teaching her students during a class at elementary school.

La misura e l’obiettivo

Una misura, finanziata dalla Regione con 3 milioni di euro, che cercherà quindi di rendere la scuola un luogo delle opportunità. Ad esempio per fare gli ultimi compiti delle vacanze, ripassare le materie più ostiche e ritrovarsi insieme tra amici. Ma l’obiettivo della Giunta de Pascale è soprattutto di sostenere le esigenze dei genitori nella conciliazione vita-lavoro dopo il rientro dalle ferie estive, un periodo di difficoltà per molte famiglie. Previste così, alla mattina, attività sportive, culturali ed educative. Il tutto gratuitamente. Perché, come insegna il vocabolario di de Pascale, “quando non si trova una soluzione, l’Emilia-Romagna la inventa”.

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Il progetto

Ogni progetto comunale e territoriale è stato quindi studiato ad hoc, interpretato in base alle singole esigenze e caratteristiche, con personale arruolato in proprio. Ci saranno, sul modello del pre e post scuola, educatori e professionisti esterni. Se tutto andrà come previsto dal prossimo anno i fondi aumenteranno e la proposta verrà estesa a tutti i comuni della regione, trasformandosi quindi da sperimentale a strutturale. E chissà che l’idea non possa diventare anche un archetipo per l’intero Paese. Un modello quindi flessibile – mentre quello della modifica del calendario è stato piuttosto complicato, discusso e poi è rimasto inattuato – che punta a dare risposte alle esigenze dei singoli territorio per qualificare sempre di più l’offerta formativa. Con una spesa potenziale che in futuro potrebbe superare superare i 10 milioni di euro.

Consenso non unanime

Ma durante l’estate il consenso alla misura prevista non è stato unanime: il mondo del turismo infatti, soprattutto nella provincia di Rimini, ha contestato la decisione per il rischio di perdere un mese di lavoro. “Il turismo balneare è legato a doppio filo al calendario scolastico, specie quello dei nostri ospiti emiliani. La stagione praticamente finisce quando iniziano le scuole. A noi bagnini chiedono di allungare la stagione e destagionalizzare. Che senso ha, se poi si decide di riaprire la scuola il 31 agosto?”, aveva protestato Mauro Vanni, presidente della cooperativa dei bagnini di Rimini e delle imprese balneari di Confartigianato. Anche Patrizia Rinaldis, presidente di Federalberghi, si era detta contraria: “D’altra parte il presidente della Regione Michele de Pascale si è sempre speso a favore del turismo, quindi spero che non abbia adottato questa misura per penalizzare il turismo. Noi lottiamo per posticipare l’inizio della scuola”. Invece, da lunedì 31, il modello Emilia-Romagna sarà realtà. Vediamo con quali risultati.