Mps, la settimana della verità: le due offerte sul tavolo del Cda. Bpm non molla, Intesa tira dritto

Il nuovo capitolo del risiko bancario passa da Siena. I riflettori sono già puntati su dopodomani, quando il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi si riunirà per fare il punto sui due dossier che stanno ridisegnando gli equilibri del credito italiano: da un lato l’Opas da 30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo, dall’altro la proposta di fusione alla pari avanzata da Banco Bpm. Difficile che da Rocca Salimbeni arrivi già una risposta definitiva.

https://www.quotidiano.net/economia/delfin-il-riassetto-era-pronto-il-board-ora-deve-spiegare-alternativa-wgzjis69

Nel frattempo, il fronte finanziario è tornato a infiammarsi. Prima di tutto per le parole del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha fatto balenare l’ipotesi del golden power sull’offerta di Intesa. Ma cresce anche l’attesa su Unicredit. È vero che la banca guidata da Andrea Orcel ha superato l’obiettivo del 30% del capitale di Commerzbank, arrivando al 39,28% in azioni e a un’esposizione potenziale superiore al 57%, considerando anche strumenti convertibili e derivati e al netto dell’extra-time dell’offerta, ma gli operatori sono convinti che presto Orcel farà la sua mossa sul fronte italiano, agendo in particolare sul fronte delle Generali.

PIAZZA SALIMBENI BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Nel frattempo, sul fronte Bpm, l’ultimo Cda ha confermato l’intenzione del ceo, Giuseppe Castagna, di non mollare sull’istituto senese e di cercare un eventuale partner che potrebbe rafforzare l’offerta. Sul tavolo resta anche la variabile Crédit Agricole. La banca francese, già presente con il 22,8% in Banco Bpm, secondo Bloomberg starebbe valutando un ulteriore rafforzamento. Ma non è l’unica strada a disposizione dell’istituto milanese.

https://www.quotidiano.net/video/economia/intesa-lancia-unopas-su-mps-come-funziona-lacquisizione-di-una-banca-wyei8cen

L’offerta di Intesa valorizza le azioni Mps a 10,091 euro ciascuna, con un corrispettivo formato da 1,6 azioni Intesa Sanpaolo e da una componente cash di un euro per ogni azione del Monte. Il premio indicato è del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale di Borsa del 5 giugno e il valore massimo dell’operazione arriva a 30,6 miliardi. Banco Bpm, invece, punta a una fusione tra eguali con Siena per costruire un nuovo grande polo bancario italiano.

Castagna ha proposto un’aggregazione capace di generare benefici annui ante imposte per oltre 1,1 miliardi e di creare un gruppo da circa 50 miliardi di valore, secondo quanto riportato da Reuters. La riunione di lunedì servirà dunque a valutare non solo i numeri delle due proposte, ma anche gli effetti industriali. Il dossier Intesa porta con sé una prospettiva di forte consolidamento, ma anche un inevitabile tema di concorrenza territoriale. Proprio per rispondere ai possibili rilievi antitrust, Intesa ha già previsto un accordo con Unipol e Bper per cedere 635 sportelli Mps e il marchio del Monte.

https://www.quotidiano.net/economia/delfin-perche-operazione-del-vecchio-si-e-bloccata-cosa-si-decide-il-30-giugno-u7wh4cvd

La proposta Banco Bpm, invece, punta a presentarsi come alternativa più lineare sul piano dell’identità industriale e meno traumatica per Siena. Sul fronte politico, tiene banco la questione della golden power. Dopo la dura presa di posizione di Cristina Tajani, senatrice del Pd e vicepresidente della commissione sul sistema bancario, che ha criticato la discesa in campo di Giorgetti, ieri si è fatta sentire anche l’eurodeputata ed economista del Pd Irene Tinagli: «Attendiamo ancora chiarimenti del governo sulla possibile attivazione del golden power rispetto all’operazione di Banca Intesa su Mps. Consiglierei maggiore attenzione e accuratezza nelle dichiarazioni che vengono fatte, soprattutto a mercati aperti, con un’Opas in corso, e per di più con una procedura d’infrazione già avviata l’anno scorso dalla Commissione europea proprio sull’utilizzo del golden power da parte del governo italiano».