Mps sfida Intesa Sanpaolo: l’obiettivo è bloccare la scalata. Nuovo polo con Bpm e Banca Generali

Milano, 20 agosto 2026 – Nelle ovattate stanze di Rocca Salimbeni, dove da oltre cinque secoli si respira la storia della finanza europea, il Monte dei Paschi oggi ha deciso che non reciterà la parte della preda sacrificale. La contromossa per arginare la maxi Opas da 30,6 miliardi sferrata da Intesa Sanpaolo non è uno scudo alzato per prendere tempo, ma un clamoroso rilancio al tavolo verde del risiko bancario. Il consiglio di amministrazione, guidato dall’ad Luigi Lovaglio, ha infatti dato il via libera a una doppia offerta pubblica di scambio (Ops) per conquistare in un colpo solo Banco Bpm e Banca Generali, gettando così le basi per un titanico polo bancario e del risparmio gestito da circa 70 miliardi di capitalizzazione. Per Mps si tratta di una svolta strategica, perché non si limita più a difendersi dal tentativo di scalata di Intesa Sanpaolo, ma prova a ridisegnare il proprio perimetro attraverso due acquisizioni.

La genesi di questa mossa è stata tutt’altro che unanime. L’approvazione del piano, che prevede due offerte distinte, è passata a maggioranza dopo sette ore di riunione, registrando l’astensione di quattro consiglieri indipendenti su cinque (Paolo Boccardelli, Nicola Maione, Antonella Centra e Paola De Martini). I dissidenti hanno lamentato una gestione troppo personalistica del dossier e la scarsità di informazioni fornite per poter valutare appieno i rischi di esecuzione e le reali sinergie dell’integrazione. A bilanciare i malumori c’è stato il decisivo voto favorevole di Corrado Passera, ma la spaccatura nel board si è consumata all’ultimo atto: gli astenuti hanno votato contro il comunicato stampa finale, reo a loro dire di non aver recepito e messo a verbale le motivazioni della loro scelta.

Superato lo scoglio di una governance divisa, le due sfide industriali di Lovaglio si presentano ora in tutta la loro complessità. L’affondo su Banca Generali – che ha convocato per oggi un cda straordinario per decidere la strategia da seguire – prevede un concambio azionario basato sull’emissione di nuovi titoli Mps, tenendo quindi in cassa la quota del 13,3% del Leone di Trieste ereditata dalla recente integrazione con Mediobanca. L’architettura è sottile: se Assicurazioni Generali dovesse aderire all’offerta senese, si ritroverebbe automaticamente a essere un socio di peso di Rocca Salimbeni, con circa il 10% del capitale, destinato a una fisiologica diluizione solo in caso di successive nozze con Banco Bpm. Un dossier talmente intricato da aver richiesto il vaglio del comitato parti correlate, e che lascia sul tavolo l’ipotesi di staccare un maxi-dividendo straordinario da 4 miliardi per ingolosire i soci, finanziato in parte in contanti e in parte valorizzando la partecipazione nel Leone.

Sul secondo fronte, quello che porta a Banco Bpm, la strada di Siena si incrocia inevitabilmente con la finanza d’oltralpe. Per conquistare Piazza Meda, Lovaglio deve infatti fare i conti con il Crédit Agricole, primo azionista con il 29,3% del capitale, che davanti al blitz senese ha scelto per il momento la gelida via del “no comment”. Adesso la partita si sposta dagli advisor agli azionisti. Lovaglio dovrà convincere il capitale di Montepaschi che la doppia Ops è un progetto industriale capace di creare valore e sostenere un gruppo più grande, articolato e soprattutto indipendente.

Mentre Piazza Affari incassa il colpo senza sbilanciarsi — chiudendo la seduta con Mps in calo dello 0,34%, Banco Bpm e Banca Generali in rialzo dello 0,69% e dell’1,34%, Intesa a +0,41% e Unipol in frenata a -2,96% — il vero timer di questa puntata del risiko scadrà il prossimo 29 ottobre. Sarà in quella data che l’assemblea straordinaria di Montepaschi, blindata e chiamata in causa dai rigidi vincoli della passivity rule, dovrà decidere se armare la mano di Lovaglio o arrendersi all’abbraccio di Carlo Messina. Solo allora emergeranno i reali rapporti di forza tra i grandi soci del Monte, a partire da Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone.