TURCHIA “RIAVVIA” I NEGOZIATI DI PACE TRA RUSSIA E UCRAINA: LA SITUAZIONE
«Il Presidente Volodymyr Zelensky sta valutando la proposta per tenere colloqui telefonici a tre con i leader di Russia e Turchia, se il presidente della Russia è pronto a partecipare»: lo ha annunciato il portavoce del Presidente di Kiev, Sergiy Nikiforov, confermando l’avvio di possibili negoziati di pace “diretti” tra Ucraina e Russia nelle prossime settimane.
Nasce tutto dall’iniziativa della Turchia con il Presidente Erdogan che ieri ha annunciato la telefonata per lunedì odierna tanto al Presidente ucraino quanto a quello russo: «Sogniamo che questa guerra tra Russia e Ucraina finisca in pace il prima possibile, ma sembra che ogni giorno gli eventi si stiano sviluppando in modo più negativo. Lunedì avrò telefonate sia con il presidente della Russia che con il presidente dell’Ucraina. Continueremo a sollecitare le parti a utilizzare canali di dialogo e diplomazia». Allo stesso tempo, va aggiunto, la delegazione dell’Ucraina fa sapere che il colloquio in giornata tra Erdogan e i due leader di Mosca e Kiev avverrà in formato «bilaterale» e dunque non vi sarà per il momento un confronto diretto tra Zelensky e Putin. Di certo però, l’evoluzione di questi ultimi giorni sul fronte negoziale – l’apertura di Putin a trattare sul grano e la nuova proposta di trattative lanciata dalla Turchia – potrebbe avere delle conseguenze importanti nei prossimi giorni/settimane.
OCCIDENTE DIVISO SUI NEGOZIATI CON LA RUSSIA: UK CON USA, “SONO UNA TRAPPOLA”
Mentre da giorni Italia, Francia e Germania – assieme alla Turchia – hanno riattivato i canali di dialogo con il Cremlino, per provare a condurre negoziati di pace urgenti, una parte dell’Occidente vede con diffidenza la ripresa delle trattative con Putin e Lavrov.
«Putin deve perdere in Ucraina», ha detto ancora ieri il Premier Uk Boris Johnson, schieratosi molto più con gli Stati Uniti che non la linea forte dell’Unione Europea. Secondo i report del Ministero della Difesa di Londra, vi è il rischio di una «trappola negoziale della Russia» per i Paesi Europei che hanno ripreso i contatti con Putin. Con il Regno Unito anche parte dei Paesi dell’Est Europa tutt’altro che “russofili”, come i Paesi Baltici: «Sembra che alcuni leader occidentali vogliano farsi umiliare, oltre a essere totalmente disconnessi dalla realtà», attacca il vicepremier della Lettonia, Artis Pabriks. Se si aggiunge la spaccatura ancora non ricucita sull’embargo al petrolio russo come sesto pacchetto di sanzioni Ue, ecco che in Europa occorrerà guardare con attenzione l’evoluzione di eventuali negoziati di pace in Ucraina.
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