
NEGOZIATI DI PACE, RUSSIA E UCRAINA SI ACCUSANO A VICENDA
«Negoziati con la Russia impossibili»; «totale riluttanza Ucraina nei negoziati»: è chiaro che se le condizioni del dialogo tra Ucraina e Russia sono queste, la possibilità di sviluppare a stretto giro un colloquio di pace per far terminare la guerra lunga ormai 85 giorni è alquanto risicata
Gli appelli dei principali leader europei – Draghi, Scholz e Macron – non sono serviti, nemmeno quelli più insistiti da mesi del Vaticano, di Israele e della Turchia: ad oggi, i negoziati tra Kiev e Mosca sono attivi solo per l’evacuazione dei soldati ucraini dall’acciaieria Azovstal di Mariupol, grazie alla mediazione di Onu e Croce Rossa. Sul resto, è buio pesto: «Oggi i negoziati con la Federazione Russa sono impossibili», ha detto in una intervista alla radio NV Mikhaylo Podolyak, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky e capodelegazione nei negoziati con la Russia. Mosca «vive ancora nella loro propaganda e nell’illusione di un successo militare in Ucraina», continua il delegato di Kiev. «Certo, oggi i colloqui sono sospesi. La posizione del presidente è importante per noi, quando dirà che dobbiamo avviare i negoziati, per prendere alcune posizioni, lo faremo. Ma oggi è impossibile. La Russia ancora non comprende le conseguenze della guerra – conclude Podolyak – Si illude di poter ottenere certi successi militari nell’est dell’Ucraina, ma non è così». Sempre Podolyak su Twitter lancia un appello-monito al Cremlino ma in realtà anche a tutto l’Occidente: «Non offriteci un cessate il fuoco, questo è impossibile senza il ritiro totale delle truppe russe. La società ucraina non è interessata a una nuova “Minsk” e al ritorno della guerra tra pochi anni». La “replica” della Russia è secca e contraccusa Kiev: «c’è dall’Ucraina una totale riluttanza a proseguire i negoziati», spiega il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, «I negoziati non stanno andando avanti. Notiamo davvero la completa mancanza di desiderio tra i negoziatori ucraini di continuare questo processo». Va però segnalato come questa mattina, il viceministro degli Esteri della Russia ha anche aggiunto come Mosca «sia pronta a riprendere i colloqui di pace con l’Ucraina, quando però Kiev si dichiarerà pronta a farlo».
APPELLO DRAGHI: “UE E USA SPINGANO PER NEGOZIATI DI PACE”
Lo stallo è dunque evidente e lo scontro tra Occidente e Russia – sui temi caldi delle sanzioni, dell’energia e della fornitura di armi, oltre che dell’espansione della Nato – non aiuta certo a sviluppare le condizioni ideali per la ripresa dei negoziati di pace.
Nella sua informativa in Parlamento, per elencare tutte le novità in merito alla guerra in Ucraina, il Presidente del Consiglio Mario Draghi è tornato a intimare per l’intero Occidente la necessità e l’urgenza di porre delle vere trattative di pace: «Dobbiamo raggiungere il prima possibile il cessate il fuoco e far ripartire i negoziati, ho condiviso questo con il presidente Biden». Secondo il Premier, se però oggi possiamo parlare di tentativi di dialogo «è perché l’Ucraina è riuscita in questi mesi a difendersi. […] Dobbiamo tenere alta la pressione sulla Russia, attraverso le sanzioni, perché dobbiamo portare Mosca al tavolo dei negoziati». L’intenzione dell’Italia e di buona parte dell’Europa – in primis, la Francia di Macron – è quella di mantenere «aperti i canali di dialogo con la Russia».
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