
Forse già in serata potrebbe essere varata la nuova ordinanza del Ministero della Salute Roberto Speranza per “traghettare” le regole anti-Covid in Italia fino al 15 gennaio prossimo, giorno di scadenza del Dpcm di inizio dicembre: dopo i convulsi vertici di ieri, oggi tornano a vedersi Regioni e Governo per stabilire sia la road map della prossima “stretta” da adottare tra il 7 e il 15 gennaio, sia lo scenario per il nuovo Dpcm da adottare dopo metà gennaio.
Viene chiamata “ordinanza ponte” e rappresentare l’opzione numero 1 del Governo Conte (alle prese tra l’altro con una durissima e quasi giunta crisi di maggioranza che potrebbe complicare non poco le prossime decisioni sul fronte chiusure): si tratta ovvero di mantenere le attuali misure del Decreto Natale per un’altra settimana, con cioè zone arancioni nei giorni feriali e zona rossa per il weekend. In alternativa, come riporta il Corriere della Sera, su fonti governative, si potrebbe lasciare l’Italia in zona gialla il 7-8 gennaio, arancione il weekend 9-10 gennaio e dall’11 fino al 15 si attuerebbero le fasce di colore evidenziate dal prossimo monitoraggio Iss in arrivo venerdì 8 gennaio. La seconda opzione riguarda invece un anticipo sostanziale del nuovo Dpcm già dal 7 gennaio prossimo, con i tempi però molto stretti che non fanno prevedere uno svolgimento facile di questo particolare iter.
STRETTA COVID: LE POSSIBILI MISURE
Quello che è emerso tanto nel vertice di ieri Conte-capidelegazione quando nella riunione notturna Governo-Regioni è la volontà di stringere ulteriormente le maglie in gennaio per evitare l’arrivo della terza ondata: perciò si pensano misure – al di là della scelta finale tra ordinanza ponte e nuovo Dpcm – che vadano dal divieto di spostamento tra Regioni alla chiusura di negozi e bar-ristoranti nei weekend, dalla deroga mantenuta di massimo 2 ospiti in casa al possibile coprifuoco anticipato alle ore 20, fino al rientro in classe per studenti superiori solo al 50% (o addirittura la proroga della Dad almeno fino alla prossima settimana). I tempi stingono e ancora una volta i cittadini si ritrovano in balia di regole per ora solo annunciate e che dovrebbero scattare in realtà tra soli 3 giorni: negozi e attività di nuovo sull’orlo del baratro per possibili nuove chiusure dopo il già durissimo Decreto Natale (in scadenza il giorno dell’Epifania, ndr). Il Ministro Speranza ha lanciato ieri sera la proposta di una zona rossa nazionale per il prossimo weekend, ma saranno gli incontri di oggi (Cts-Governo e Governo-Regioni) a definire se l’ordinanza ponte verrà firmata già in serata e con quali misure che entreranno in vigore.
«In queste ore si sta lavorando all’ordinanza che stabilirà la tabella di marcia per i prossimi giorni», ha spiegato a Mattino 5 il viceministro Sileri, ribadendo la necessità sia di chiudere ulteriormente l’Italia nei prossimi giorni, sia di modificare i criteri di accesso alle diverse fasce di colore delle singole Regioni. «La valutazione del colore da assegnare alle Regioni seguirà dunque parametri più restrittivi per limitare la diffusione del numero dei contagi», conclude Sileri: si rendono più “rigidi” i criteri sull’Rt, (con 1 si entrerà subito in zona rossa) e di conseguenza anche gli altri parametri dell’algoritmo Cts si modificheranno per rendere le maglie ben più stringenti almeno fino a febbraio. Si pensa intanto ad una possibile “zona bianca” dopo il 15 gennaio, con la riapertura di cinema, teatri, piscine e palestre solo in quelle aree del Paese dove il Covid circolerà in forma molto bassa: per ora resta solo un’ipotesi formulata da alcuni Ministri nei vertici di ieri, ma se così avvenisse nel nuovo Dpcm si aggiungerebbe un “colore” alle tre fasce già esistenti, con possibilità di tenere aperti bar e ristoranti senza limiti di orario.
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