Alle ore 12 convocata a Palazzo Chigi in video collegamento la riunione tra i Ministri Speranza, Gelmini con le Regioni dove si presenteranno gli ultimi punti emersi nella cabina di regia di stamane con il Premier Draghi: secondo quanto trapela da Agenzia ANSA, nel vertice di stamane è emersa la preoccupazione per l’alta contagiosità delle varianti Covid e le conseguenze sulle chiusure-aperture delle scuole su scala nazionale.
L’indicazione dunque presentata vedrebbe scuole chiuse non solo in zona rossa ma anche in tutti i territori laddove l’allarme delle varianti fosse evidente e motivato. Una fonte di primo piano all’Adnkronos conferma che l’indirizzo del Dpcm sarà quello proposto dal Cts, ovvero chiusura «anche nelle aree con 250 positivi ogni 100mila abitanti nell’aggregato settimanale o se ci sono situazioni di allarme evidente e motivato». Non dovrebbero esserci ulteriori chiusure al di fuori del mondo scuola, ormai rimasto l’ultimo “nodo” da sciogliere prima della firma di Draghi sul suo “primo” Dpcm.
IN GIORNATA LA FIRMA DEL NUOVO DPCM
Alle 9.30 di stamane a Palazzo Chigi è in corso l’ultimo decisivo vertice tra il Premier Mario Draghi e i Ministri competenti in materia (Speranza, Gelmini, Franceschini, Giorgetti, Patuanelli, Bonetti e Franco) per fissare le regole del nuovo Dpcm da firmare entro stasera, al più tardi domani mattina. Il decreto del Presidente del Consiglio rinnoverà norme, divieti e limitazioni dal 6 marzo fino al 6 aprile prossimo, comprendendo dunque le feste di Pasqua e Pasquetta: l’indirizzo è ormai deciso, non ci saranno particolari allentamenti alle misure in vigore tutt’ora come da ultimo Dpcm del Governo Conte, bensì sarà innestata una maggiore flessibilità e tempestività nell’intervenire su singoli territori provando a circoscrivere l’eventuale aumento di contagi dovuti alle varianti Covid.
Le chiusure di questi giorni sulle scuole a macchia di leopardo tra Comuni, Province e Regioni suggeriscono al Governo cautela nel disporre riaperture, nonostante la spinta di Lega, FI e Italia Viva all’interno della maggioranza per un cambio di passo deciso rispetto al precedente esecutivo: per il momento Draghi punta a rafforzare una campagna di vaccini ancora troppo lenta e piena di mancanze (non solo a livello europeo) e per farlo ha cambiato praticamente l’intera “cabina di regia” della gestione Covid. Fuori Arcuri e Borrelli, dentro il generale Figliuolo come nuovo commissario straordinario, il sottosegretario Gabrielli per la gestione sul territorio e il nuovo Capo della Protezione Civile Curcio per la specifica organizzazione sanitaria.
IL NODO SCUOLA
«Questo dovrebbe essere l’ultimo Dpcm, poi secondo me si deve tornare ai decreti legge per affrontare l’emergenza», ha commentato stamattina a Rtl 102.5 il leader della Lega Matteo Salvini, in riferimento alle discussioni avute ieri nel vertice di Palazzo Chigi e oggi riportate nuovamente nella riunione in corso a Roma. Ormai quasi tutte le regole del nuovo Dpcm sono state fissate e vidimate da Cts e Regioni, ma resta il “nodo” della scuola a far discutere e tardare la firma conclusiva del Premier Draghi: «Non è che siamo preoccupati, siamo preoccupati sull’andamento della patologia e dell’epidemia, questo è il problema. Sulle scuole ci saranno delle evoluzioni, le scuole saranno chiuse nelle zone rosse», sottolinea il coordinatore Cts Agostino Miozzo.
Come riporta l’Adnkronos, vi sarebbero due fronti opposti nel Governo sulle scuole chiuse: da un lato, i Ministri Speranza, Franceschini, Patuanelli e il nuovo titolare del Miur Bianchi che vorrebbero misure restrittive non tanto sulla scuola ma su attività e spostamenti; di contro, Gelmini e Giorgetti spingono per limitare il mondo scuola in breve tempo e con misure chirurgiche per non gravare ulteriormente sui settori commerciali ed economici sempre più in crisi. Segnatamente, la proposta fatta agli altri Ministri è quella di inserire Dad al 100% nelle superiori per le zone arancioni.
REGOLE NUOVO DPCM: COSA NON SI PUÒ FARE
Si va dunque verso un tentativo di mediazione sulla scuola che potrebbe vedere Dad al 100% nelle zone rosse mentre in zona arancione e gialla la discrezione verrebbe lasciata a Governatori e Sindaci – d’accordo con Ministero Salute e Miur – sul rapporto tra didattica in presenza e lockdown degli istituti. «Il principio da seguire è uno soltanto: si deve decidere in base all’epidemiologia, all’andamento del virus. Là dove è alto il rischio per la popolazione, diventa alto pure per chi va a scuola. E bisogna intervenire, cioè chiudere gli istituti», spiegava ieri il membro Cts Alberto Villani. Qui il focus specifico con tutte le chiusure attuali aggiornate con la mappa delle Regioni oltre alle specifiche regole pronte ad essere adottate nel nuovo Dpcm; di seguito invece, in pillole, le regole che ormai vengono confermate dalla bozza del nuovo Dpcm e che entreranno in vigore dal 6 marzo prossimo.
BAR-RISTORANTI: no riaperture serali fino al 6 aprile prossimo. Nonostante la spinta di parte del Governo per mitigare le chiusure, i pareri di Cts e Iss sconsigliano di allentare le misure anti-Covid. E allora nel Dpcm restano le “consuete” regole: aperti in zona bianca fino alle 23, aperti in zona gialla fino alle 18, chiusi in zona arancione e rossa. Sempre ammesso asporto/consegna a domicilio
SPOSTAMENTI: divieto di circolazione fuori tra Regioni fino al 27 marzo, regole sul sistema a colori invece fino al 6 aprile, Pasqua compresa. Ovvero, divieto uscire dal proprio Comune in zona arancione, possibilità di circolare all’interno della Regione in zona gialla, lockdown serrato in zona rossa (si esce solo con autocertificazione per motivi comprovati di salute, necessità, lavoro)
SECONDE CASE: consentito andare nelle proprie seconde case, anche fuori dalla Regione e pure in zona rossa ma solo per il nucleo familiare proprietario dell’immobile. Vietati viaggi per turismo, a seconda delle ordinanze regionali potrebbero esserci particolari divieti anche di recarsi nella propria seconda casa
CINEMA-TEATRI-MUSEI: dal 27 marzo riaprono musei e attività culturali «il sabato e i giorni festivi il servizio è assicurato a condizione che l’ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo»; per cinema e teatri invece la bozza del Dpcm recita aperture dal 27 marzo «a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. Le attività potranno svolgersi a condizione che siano approvati nuovi protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento, approvati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e validati dal Comitato tecnico-scientifico»
SHOPPING: negozi chiusi in zona rossa (tranne farmacie, alimentari, ferramenta, cura della persona, parrucchieri), aperti in zona arancione e gialla, chiusi i centri commerciali nel weekend (misura ancora in discussione secondo le notizie che trapelano dal vertice a Palazzo Chigi)
PISCINE-PALESTRE-SPORT: lontana la possibilità delle riaperture, restano vietati gli sport di contatto a livello amatoriale e non vi saranno riaperture o allentamenti di misure, come già spiegato da Cts e Ministero della Salute.
DISCOTECHE-FIERE: chiuso tutto fino al 6 aprile, anche in zona bianca
SCI: impianti chiusi fino al 6 aprile, di fatto la stagione della montagna non è mai cominciata
PARRUCCHIERI/CENTRI ESTETICI: la novità del Dpcm prevede la chiusura totale in zona rossa, aperti in tutte le altre zone
SALE GIOCHI: Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente
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