Milano, 21 novembre 2025 – Se n’è andata senza soffrire. Ornella Vanoni è morta questa sera a 91 anni. Secondo le prime informazioni, avrebbe avuto un malore nella sua casa di Milano poco prima delle 23. Si parla genericamente di “arresto circolatorio”. Quando i soccorritori sono arrivati era già deceduta. Fino all’ultimo Ornella Vanoni è apparsa in tv con la sua irresistibile ironia, tra gli ospiti più attesi di Che Tempo Che Fa. Lascia il figlio Cristiano.
Con una carriera di oltre 60 anni, Vanoni è stata una delle più longeve voci della canzone italiana, forse la più libera e anticonvenzionale. Musa di Giorgio Strehler che incontra al Piccolo di Milano e con cui si accompagnerà per anni, esordisce in teatro ma è la musica a consacrarla. Cruciale l’incontro artistico e sentimentale con Gino Paoli che negli anni ’60 portò a brani indimenticabili come ‘Senza fine’. Vanoni è già sposata con Lucio Ardenzi, padre di Cristiano. “Una sofferenza tremenda, altro che scandalo”, racconterà in varie interviste.
Interprete di alcune miliari della nostra canzone, da L’appuntamento (1970) a Domani è un altro giorno (1971), Vanoni ha calcato otto volte il palco del Festival di Sanremo che nel 199 l’ha premiata con il riconoscimento alla carriera. Ha collaborato con maestri della musica d’autore come Fabrizio De André, Lucio Dalla e Paolo Conte. Il suo stile sofisticato e il timbro inconfondibile le hanno permesso di spaziare tra generi come pop, jazz e bossa nova.
Ha venduto milioni di dischi e fino agli ultimi giorni della sua vita è stata un’icona dello spettacolo italiano, presenza costante in tv, amatissima per il suo umorismo e la sua schiettezza. Tra le prime a salutare Ornella è Luciana Littizzetto, con lei negli studi televisivi di Nove fino a pochi giorni fa: “Tesora mia adorata”, è il laconico commento dell’attrice. I commiati via social arrivano a fiumi. Senza parole Fabio Fazio che l’ha voluta nel cast di Che tempo: “Non sono in grado di dire niente. Non ero pronto a tutto questo. Non mi pare possibile. Non riesco a dire proprio niente”.