C’è una categoria a parte nei concorrenti nei reality che non fanno nulla di male, ma non fanno nemmeno nulla di particolarmente bene, non litigano con nessuno, non costruiscono alleanze, non vincono prove, non perdono tappe in modo eclatante.
Tuttavia, arrivano in semifinale e proprio quando si rendono conto che si tratta di una competizione, e per la prima volta accennano a un bagliore di amor proprio finiscono per perdere e uscire di scena sul più bello.
È il caso delle Albiceleste — Candelaria e Camila Solórzano, a Pechino Express.
Pechino Express, eliminate Le Albiceleste
Le due sorelle argentine hanno rappresentato questa categoria con una coerenza che, se fosse stata intenzionale, meriterebbe un riconoscimento artistico. Non è stata intenzionale.
La notizia della semifinale di ieri, giovedì 7 maggio, è che le Albiceleste, dopo otto puntate di presenza quasi spettrale e impercettibile, vengono eliminate a un passo dalla finale dal programma che, più di ogni altro, avrebbe potuto comunque portarle nel dimenticatoio: ma con un po’ più gentilezza. Lo fa invece con spietata visibilità televisiva togliendo la luce di scena proprio sul più bello.
Fine del sogno argentino e di chi le ha sostenute fin qui, anche se in pochi si ricordavano fossero in gara.

Pechino Express, le Albiceleste Cosa è successo nella semifinale
La tappa prevede 627 chilometri da Tokyo a Nara, passando per Shibuya Crossing, la splendida statua di Hachiko, il cane reso famoso dal commovente film con Richard Gere, il mercato di Tsukiji, la spiaggia di Odaiba, Hamamatsu e infine il parco di Nara con i leggendari cervi sacri. Una tappa che ha avuto il merito di far entrare il Giappone nel programma con tutta la sua stranezza — le sue prove demenziali alla Takeshi’s Castle, la rigidità dei costumi, la gentilezza dell’ospitalità — ma anche il demerito di avere compresso tanti splendidi contenuti in una sola puntata.
La prima missione era trovare Guido Meda — il nuovo inviato speciale, arrivato per coerenza in moto — alla statua di Hachiko, dopo aver scambiato biglietti da visita a Shibuya Crossing. Chi arrivava ultimo si portava a casa Meda e la sua Bandiera Asciugona per tutta la tappa. I Veloci ci sono finiti dentro in pieno, con conseguenze cosmiche, ma anche comiche.
Il mercato con la Gialappa
Al mercato di Tsukiji ogni coppia doveva preparare sei pezzi di sushi perfetti o mangiare pietanze sgradevoli: occhi di tonno, sperma di merluzzo, intestino di calamaro, fagioli di soia fermentati. I Veloci hanno perso e hanno assaggiato piatti davvero stomachevoli: anche solo a giudicare dalla loro espressione al momento di deglutire.
La Gialappa’s Band è entrata in scena per commentare tre prove demenziali nella sezione Mai Dire Pechino: camminare con una banana tra le natiche, raggiungere una mela con un collant sulla testa, soffiare un insetto in un tubo cercando di mandarlo nella bocca dell’avversario. DJ e Raccomandati hanno fallito quest’ultima prova, scontando otto minuti di penalità. Le Albiceleste l’hanno vinta.
Sul treno proiettile verso Hamamatsu le coppie hanno studiato haiku giapponesi da recitare davanti a Costantino. I Raccomandati hanno fallito anche qui: altri sei minuti di penalità. Chanel Totti ha dimostrato di ricordare un solo haiku: “Semo der gatto.”
Non un haiku tradizionale, diciamo.
La lite si sfoga in Rage Room
Il secondo giorno ha portato la Rage Room e una lite tra Albiceleste e Raccomandati che si contendevano la stessa passante. A Nara ogni coppia doveva fotografarsi con cinque cervi usando biscottini come esca. Le DJ hanno firmato per prime il Libro Rosso a Nagoya, guadagnando una posizione in classifica. I Veloci, ultimi con la Bandiera Asciugona, ne hanno persa una.
Al Tappeto Rosso davanti alla residenza imperiale di Suzakumon a Nara, le DJ hanno scelto chi eliminare tra Albiceleste e Veloci. Hanno salvato Fiona May e Patrick Stevens e mandato a casa le sorelle argentine. La busta nera ha confermato: eliminatoria. Una scelta matura e per nulla strategica: non eliminare le competitor più forti, sicuramente tra le candidate più autorevoli alla vittoria finale, ma la coppia che a oggi aveva meritato meno di potersi giocare il titolo. Una scelta non all’insegna della strategia ma della coerenza.
Finale il 14 maggio. In gara DJ, Raccomandati e Veloci.

Pechino Express, semifinali – Le pagelle
Le DJ — Jo Squillo e Michelle Masullo: 7.5
Vincono la tappa, vincono il Libro Rosso, decidono chi va in finale e chi a casa. Sono le dominatrici silenziose di questa edizione — sempre sorridenti, mai davvero in difficoltà, quasi mai protagoniste di momenti memorabili soprattutto nel senso negativo, eppure sempre in cima alla classifica.
La scelta di salvare i Veloci invece delle Albiceleste è la mossa più discussa della puntata: si sono tenute in finale le due ex olimpioniche, sulla carta avversarie più pericolose. Fair play o tattica suicida? La risposta arriverà il 14 maggio.
I Raccomandati — Chanel Totti e Filippo Laurino: 8.5
Sono la coppia più divertente di questa edizione e probabilmente di quelle recenti. Chanel a diciannove anni gestisce un reality show in Giappone con la serenità con cui chiacchiera con le nel salotto di casa. Anche se devono affrontare un cosplay da samurai vintage come malus, meme virale fin da subito, una notte senza water che accetta con la stessa leggerezza con cui probabilmente affronta tutto il resto.
Raccomandati di nome, ma non di fatto. Filippo è l’ancora comica — i pantaloni a vita bassa durante la prova della banana sono già nella storia del programma. Hanno fallito l’interrogazione sugli haiku, scontato penalità, litigato con le Albiceleste e sono arrivati secondi. Sono improvvisamente tra i favoriti della finale, e lo sanno.

I Veloci — Fiona May e Patrick Stevens: 7
Per la prima volta dall’inizio del programma si sono presi un malus — Guido Meda — e lo hanno gestito meglio di quanto ci si aspettasse. La puntata ha mostrato un lato più umano della coppia: meno atletismo da esibire, più adattamento da dimostrare.
Hanno mangiato intestino di calamaro, ascoltato aneddoti infiniti sul mondiale di slittino del ’97 e sono arrivati in finale perché le DJ hanno deciso di salvarli. Sono in finale con i favori del pronostico perché Fiona May è pur sempre Fiona May: una che la competizione la sbrana a colazione.
Le Albiceleste — Candelaria e Camila Solórzano: 4
Arrivano alla semifinale, poi in semifinale litigano con i Raccomandati forse più per mettersi in luce (come osservato con chirurgica precisione da Chanel Totti). Scambiano la statua di Gundam per la Statua della Libertà. Vengono eliminate.
Di loro resta poco, forse nulla. Costantino le ha celebrate dicendo che erano arrivate fino alla semifinale, il che è vero. Ma su di loro era anche la cosa più generosa che si potesse dire.

Guido Meda — inviato: 8.5
Il personaggio della puntata, fuori concorso. Il telecronista del motomondiale arriva con la Bandiera Asciugona e in dieci minuti diventa il momento più interessante dell’edizione. Il racconto improvvisato del suo esordio ai mondiali di slittino del ’97 — “Avevo 23 anni, non sapevo nemmeno i nomi degli atleti, non esisteva Google, ho improvvisato tutto” — è il virgolettato della puntata.
Suona Supercalifragilistichespiralidoso al pianoforte per i bambini giapponesi. Disegna un dinosauro all’alba. Impara il giapponese prima di arrivare e trova passaggi quando i Veloci si scoraggiano. Riesce nell’impresa di rendere simpatica Fiona May. Una carriera intera condensata in una bandiera asciugona. Ma soprattutto uno che ha fatto di non prendersi mai troppo sul serio, o meglio, di affrontare con serietà gli argomenti seri e con leggerezza quelli che meritano disimpegno un’attitudine vera e di valore.
La Gialappa’s Band — commentatori: 5
L’attesa era alta, il risultato è stato al di sotto delle aspettative. Giorgio Gherarducci e Marco Santin commentano le prove demenziali per una decina di minuti senza acuti e non lasciano in mente una battuta. Il problema è strutturale: per ridere di qualcuno bisogna conoscerlo, e i Gialappi non conoscono abbastanza bene questi concorrenti. Mai Dire Banzai era altro — ma era anche un programma intero, non un inserto in una finestra un po’ sofferta di soli dieci minuti. Il materiale era ricco, il tempo era poco, il risultato è forse non del tutto all’altezza. Chi cambia canale porta una banana tra le natiche fino al traguardo.
Costantino della Gherardesca — conduzione: 8
Interroga le coppie sugli haiku con la severità di un professore di liceo classico, celebra le Albiceleste con il garbo istituzionale del caso, gestisce la semifinale con la scioltezza di chi conosce ogni meccanismo del programma a memoria. È il collante di Pechino Express da anni. Si vede ogni volta che la puntata ne ha bisogno. Ma soprattutto è evidente che tiene enormemente al programma.