L’ex regista Pirlo analizza la finale di Champions, il divario della Serie A e l’amarezza per la terza esclusione consecutiva dell’Italia dai Mondiali
Andrea Pirlo ha oggi 47 anni, diverse esperienze sulla panchina in giro per il mondo, tutta la saggezza accumulata da anni vissuti in campo come Maestro. Ecco la sua intervista a La Gazzetta dello Sport.
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QUANTO SONO LONTANE LE ITALIANE DAL POTER VINCERE UNA CHAMPIONS «Parecchio, in questo momento. Negli ultimi anni l’Inter ci è andata vicina: col Manchester City nel 2023 se l’è giocata, a differenza del Psg lo scorso anno. Ma credo che in questo momento ci siano tante altre squadre molto più forti delle nostre».
COSA MANCA «Un po’ di tutto, anche la mentalità di fare un calcio diverso. Se vedi le formazioni che arrivano a giocarsi le finali, hanno comunque un calcio offensivo, giocatori di qualità. E certo, hanno anche investimenti che noi non possiamo più fare. Una volta i migliori giocatori venivano in Italia, adesso vanno da altre parti e questa è la differenza».
DOVE GIOCHEREBBE OGGI «In questo momento in cui l’Italia non è più il top dei campionati, giocherei di sicuro in Premier».
ERA IMPOSSIBILE TENERE KVARATSKHEILA «Impensabile oggi. È giusto che guadagni quello che sta guadagnando, che lo paghino quello che lo hanno pagato. Le altre squadre hanno più opportunità e anche più soldi per poter arrivare a certi giocatori, per poterli sviluppare. Le nostre squadre non sono più tornate al livello in cui possiamo giocarcela con gli altri campionati».
UNA SITUAZIONE CHE DA’ FASTIDIO «Sì, sono triste perché vedere l’Italia che non fa il Mondiale per tre volte dispiace. I miei figli vorrebbero vedere l’Italia, io vorrei vedere l’Italia. Il Mondiale è un momento per tutti per stare insieme, per riunirsi. E quando gioca la Nazionale al Mondiale è sempre bello: te lo ricordi da quando eri piccolo cosa facevi in quel momento, con chi eri. Purtroppo tre edizioni con l’Italia che non fa il Mondiale è triste per tutti».

PSG E ARSENAL LE DUE SQUADRE MIGLIORI «Sì, con l’aggiunta del Bayern. Ecco, una semifinale come Psg-Bayern è una vera bellezza, una di quelle partite che speri non finiscano mai. Non sei mai stufo di vederla, sai che può succedere qualsiasi cosa minuto dopo minuto. Quelle sono le partite che i bambini vogliono vedere, che la gente va allo stadio per seguire. Non certo gli 0-0 con dieci persone dietro la palla, quelle in cui per vedere un tiro in porta devi spegnere la televisione».
COSA DECIDERA’ LA PARTITA «La fase difensiva. Le due squadre hanno ottimi giocatori davanti ma fanno entrambe un’ottima fase difensiva. Fare gol all’Arsenal è difficile, perché credo che i due centrali Gabriel e Saliba siano tra i migliori al mondo per fisicità, velocità e aggressività. Credo sarà una bella partita».
L’articolo Pirlo: «Il calcio italiano è molto indietro. Oggi giocherei di sicuro in Premier» proviene da Calcio News 24.