È cominciata ufficialmente a Bruxelles la procedura per l’approvazione del PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) italiano: secondo quanto si apprende dall’Agenzia ANSA, la Commissione Europea ha lanciato la cosiddetta «procedura scritta», ovvero quel metodo di approvazione che non prevede la riunione fisica del collegio dei commissari ma solo l’ok dei gabinetti in forma scritta.
Non sono dunque attesi ulteriori commenti al testo, che quindi dovrebbe essere approvato definitivamente entro 24 ore, la durata standard dell’iter di approvazione. Prosegue intanto alacremente il lavoro di affiliazione dei vari gruppi che dovranno gestire opere, progetti e costanti rapporti con l’Unione Europea per far decollare appieno il Recovery Plan: in primis, si attende una prima tranche di finanziamenti già prima di agosto, quei famosi 25 miliardi previsti dal comparto Next Generation Eu per il nostro Paese. Da Bruxelles il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni ha spiegato stamane che mantenere gli impegni del Recovery Plan non sarà «affatto facile, ma Draghi è l’uomo giusto e l’Italia può farcela».
PNRR, QUANDO ARRIVANO I SOLDI
«L’Italia dovrebbe essere fiduciosa sul fatto che i soldi raccolti a giugno e luglio tramite il primo collocamento di titoli Ue sui mercati possano sicuramente coprire il prefinanziamento del Recovery Fund, che per l’Italia vale circa 25 miliardi»: lo aveva pre-annunciato in conferenza stampa una settimana fa il commissario Ue al Bilancio, Johannes Hahn. L’unico possibile “contrattempo” per l’arrivo di questi primi 25 miliardi (dei 191,5 mld totali in arrivo tramite il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, a cui vanno aggiunto i 30,6 mld del Fondo Complementare per un totale di 222,1 miliardi di euro) riguarda il caso in cui vi siano molti altri Paesi pronti a ricevere il pre-finanziamento: «in questo caso piuttosto improbabile», allora «ci potrebbe essere un’erogazione pro-rata del denaro per poi completare il pagamento a settembre», chiosava ancora il commissario preposto al Recovery Fund. «Ma ancora una volta, sono fiducioso», concluse Hahn, «coloro che hanno già preparato tutto bene» – ovvero che hanno mandato a Bruxelles il piano di ripresa entro aprile rispettando i criteri del regolamento – «dovrebbero essere rassicurati sul fatto che i soldi saranno presto disponibili».
© RIPRODUZIONE RISERVATA