LE ULTIME NOVITÀ SUL QATARGATE: LA DIFESA DI EVA KAILI E LA COLLABORAZIONE DI GIORGI
Scatta oggi la prima udienza preliminare per la maxi inchiesta Qatargate che sta letteralmente minando le fondamenta del Parlamento Ue: saranno sentiti davanti al giudice preliminare i primi 4 arrestati dell’inchiesta belga, ovvero l’ex vicepresidente dell’Europarlamento (destituita ieri) Eva Kaili, l’esponente di Art.1 Antonio Panzeri, il compagno della parlamentare greca nonché assistente dell’europarlamentare dem Cozzolino – Francesco Giorgi – e il segretario della ong “No Peace without justice” fondata da Emma Bonino nel 1993, Niccolò Figà-Talamanca. «Il gruppo di affari in Europa si muoveva con l’obiettivo di favorire due Paesi, Qatar e Marocco», spiega nelle carte il magistrato dell’accusa Michel Claise.
Oltre alle gravissime accuse mosse finora – corruzione, organizzazione criminale e riciclaggio – ammonta in totale a un milione e mezzo di euro il totale delle banconote trovate dalla polizia del Belgio nelle diverse perquisizioni fatte presso le abitazioni di Antonio Panzeri ed Eva Kaili, mentre circa 20mila euro sarebbero stati trovati a casa del compagno della vicepresidente greca Francesco Giorgi. «Eva Kaili non era a conoscenza dei soldi trovati a casa sua», ha commentato ieri l’avvocato greco della destituita vicepresidente, contattato dalla AFP. Secondo il legale Michalis Dimitrakopoulos, «Kaili non ha nessuna relazione con il denaro trovato a casa sua (…) non sapeva dell’esistenza di questo denaro. La mia assistita è innocente». Dalle indagini sul Qatargate citate dai media belgi, nel suo appartamento sarebbero stati scoperti in tutto 750.000 euro, 600.000 dei quali però in una valigetta portata dal padre al momento del fermo. Secondo quanto riportato dal quotidiano belga “L’Echo”, una parte dei contanti trovati dalla polizia nelle case di Panzeri e Kaili, oltre che nelle borse che aveva il padre dell’eurodeputata ellenica, sono stati emessi in Belgio. Spiega la stampa locale come «conoscendo il luogo di emissione, sarà facile individuare la banca in cui sono state prelevate le mazzette, e quindi il conto corrente e l’identità della persona che ha effettuato il prelievo».
QATARGATE, PD: “NOI PARTE LESA”. COZZOLINO-BARTOLO SI SOSPENDONO, INDAGINI SU VIAGGI MORETTI
Mentre si attende l’udienza per capire le prime reazioni formali degli imputati e arrestati per lo scandalo Qatargate, negli ultimi giorni Francesco Giorgi avrebbe parlato per diverse ore con gli inquirenti dell’Ufficio Centrale della Procura di Bruxelles: secondo la stampa belga – che non cita nome e cognome – una delle quattro persone interrogate avrebbe fatto il nome dell’eurodeputato socialista Marc Tarabella. Le indagini sul Qatargate rischiano però di vedersi allargare e non poco il perimetro dei coinvolti, specie secondo quanto starebbe emergendo dagli interrogatori fiume di qualche elemento coinvolto – forse Giorgi, per l’appunto, ma non solo. «Inaccettabile e scandaloso quel che emerge dalle inchieste di Bruxelles. Chiediamo inflessibilità e trasparenza totale. E ci costituiremo come parte lesa»: questo è il commento su Twitter di Enrico Letta, segretario del Pd, uno tra i partiti politici più coinvolti al momento nell’inchiesta Qatargate.
A parte Panzeri (oggi in Art.1 ma comunque gravitato nel Pd e nel medesimo gruppo europeo) nelle scorse ore il gruppo Socialisti e Democratici nell’Europarlamento ha visto autosospendersi i dem Pietro Bartolo e Andrea Cozzolino. Entrambi i rispettivi collaboratori sono stati toccati dall’inchiesta della polizia belga anche se in maniera decisamente differente: l’assistente di Bartolo infatti non risulta indagato ma ha subito “solo” una perquisizione, l’assistente di Cozzolino è quel Francesco Giorgi arrestato assieme alla compagna Eva Kaili. Cozzolino è poi anche il presidente della delegazione dell’Aula per i rapporti col Maghreb – quella che intrattiene le relazione tra Strasburgo e Stati come il Marocco – ma anche membro della sottocommissione Diritti umani; Bartolo invece era il relatore ombra per la commissione Libertà civili sul dossier sulla liberalizzazione dei visti con il Qatar. Secondo quanto riportato oggi dal “Fatto Quotidiano” nel massiccio numero di indagini vi sarebbero sotto i riflettori i viaggi a Doha nel 2020 della europarlamentare Alessandra Moretti, al momento comunque non indagata. Ex portavoce di Bersani, europarlamentare di spicco del Pd, Moretti negli scorsi giorni ha visto sequestrare telefonini e tablet della sua assistente Francesca Garbagnati, in quanto in passato aveva lavorato per Antonio Panzeri. Intervenendo a “Mattino Cinque” commentando lo scandalo per il momento solo presunto del Qatargate, Matteo Renzi contesta: «Tutto è nato da un ex parlamentare europeo che se ne andò dal Pd perchè diceva che io ero contro i valori della sinistra. Ma quali erano questi valori?. Le responsabilità penali sono personali. Certo è che in alcuni casi c’è una sorta di doppia morale, di ipocrisia, questo vale soprattutto a sinistra. Quando le cose le fanno gli altri sono corrotti e pericolosi, se è in casa loro sono compagni che sbagliano. Non va bene. I moralisti senza morale non hanno più futuro».
© RIPRODUZIONE RISERVATA