Quando alla natura viene riconosciuto lo status di persona giuridica

Nuova Zelanda Maori

Accade in sempre più Paesi. Tra i casi più noti il fiume Whanganui in Nuova Zelanda e il Gange in India

Dal mensile di maggio – Quello per il riconoscimento dei diritti intrinseci della natura è un movimento internazionale che sembra destinato ad ampliarsi. Esprime una volontà d’integrazione democratica dei valori e delle aspirazioni dei popoli autoctoni e delle comunità locali all’interno di un sistema di diritto di matrice europea. Al tempo stesso, offre strumenti giuridici efficaci per proteggere gli ecosistemi liberando finalmente il diritto da una prospettiva antropocentrica.

Il primo Paese ad attribuire diritti intrinseci alla natura a livello nazionale è stato l’Ecuador. Nel 2008, grazie a un referendum costituzionale approvato con ampissima maggioranza, Pacha Mama è stata riconosciuta come soggetto di diritti. Nella Costituzione in vigore oggi vengono esplicitamente distinte due categorie di diritti: quelli ecologici, attribuiti intrinsecamente alla natura, e i diritti ambientali, riconducibili al diritto umano di vivere in un ambiente sano ed ecologicamente equilibrato. Tutti possono chiedere all’autorità il rispetto dei diritti della natura. Nel 2011 un tribunale ecuadoriano ha per esempio accolto la richiesta di protezione del fiume Vilcabamba di due cittadini statunitensi residenti nell’area.

L’esempio dell’Ecuador è stato parzialmente emulato nel 2011 dalla Bolivia, dove la legge 71 ha attribuito alla natura una personalità giuridica. Anche in questo Paese ogni persona, a titolo individuale o come rappresentante di una collettività, può esercitare azioni giudiziali in difesa dei diritti dell’ambiente. Sempre in America Latina, nel 2016, la Corte Costituzionale della Colombia ha riconosciuto il fiume Atrato, il suo bacino e i suoi affluenti come soggetti di diritti, prevedendo meccanismi concreti per assicurarne la protezione: la nomina di due rappresentanti legali del fiume, scelti rispettivamente da governo e comunità locali, e di una commissione di guardiani. Anche in Messico, nel 2014, 2017 e 2019, gli Stati di Guerrero, Città del Messico e Colima hanno attribuito alcuni diritti intrinseci alla natura.

In Oceania è emblematico il caso del fiume Whanganui della Nuova Zelanda. Dopo essere stato riconosciuto nel 2014 come entità vivente, il fiume ha ottenuto la personalità giuridica nel 2017 grazie a una legge negoziata con i Maori. Il riconoscimento è stato esteso agli affluenti del fiume, dalle montagne al mare, in quanto sistema integrato. La legge prevede anche la creazione di un organismo che rappresenti gli interessi del fiume.

In Asia, nel 2017, l’Alta Corte dello Stato indiano dell’Uttarakhand ha stabilito che i fiumi Gange e Yamuna, con i loro affluenti, devono essere considerati come persone giuridiche ed entità viventi, identificando le cariche pubbliche che devono agire per tutelare l’interesse dei due sistemi fluviali. Nel 2019, in Bangladesh, la Corte Suprema ha riconosciuto il fiume Turag come persona giuridica ed entità vivente ed esteso lo stesso status a tutti i fiumi che scorrono o attraversano il Paese.

Nel continente africano, infine, con il National environemental act del 2019 l’Uganda ha riconosciuto alla natura il diritto di esistere, mantenere e rigenerare i propri cicli vitali, struttura, funzioni e processi evolutivi. Tutti i cittadini possono denunciare alla Corte competente eventuali violazioni.

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