Quanto ci costa dormire con il condizionatore (e il dolce inganno del deumidificatore). “Un grado in meno vale una colazione al bar in bolletta”

Roma, 8 agosto 2026 – La catastrofe climatica rischia di trasformarsi in una catastrofe anche in bolletta: già, perché le ondate di calore sempre più persistenti ci costringono, ormai, a tenere acceso il condizionatore a tempo pieno, facendo impennare i consumi di elettricità. Consumi che, va detto, non sono mai stati così alti: si stima che i 24 milioni di condizionatori attualmente censiti nel nostro Paese determinino un dispendio energetico pari a 15 milioni di kwh. Spinto dal picco della domanda, il prezzo all’ingrosso di 1 mwh ha così toccato, nei giorni scorsi, un picco di 207,84 euro per poi ritracciare oggi sotto i 185 euro. Per dare un’idea, il primo maggio era quotato a 82,6 euro. Risultato? Una bolletta certamente più salata delle precedenti.

Ma quanto costa davvero mantenere gli ambienti freschi durante un’estate torrida come quella che stiamo sperimentando quest’anno? E dobbiamo veramente attenderci una stangata memorabile? Lo abbiamo chiesto a Nicolandrea Calabrese, ingegnere e responsabile del laboratorio Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) dedicato all’efficienza energetica negli edifici e allo sviluppo urbano.

Sommario

GERMOGLI PH: -08-07-06- IMPRUNETA: IL COMUNE REGALA CONDIZIONATORI AGLI ANZINI

Le differenze fra i diversi sistemi di raffreddamento

Condizionatore, deumidificatore, ventilatore: la differenza fra queste soluzioni non sta solo nel livello di comfort e benessere assicurato da ciascuna di esse, ma nell’impatto sulla bolletta. Il prezzo pagato dall’utente dipende da diversi fattori, tra cui la potenza assorbita, la durata quotidiana di accensione e l’efficienza energetica del dispositivo. Considerando un prezzo medio dell’elettricità di circa 0,31 euro per kWh (dati Arera aggiornati a luglio 2026), la differenza è notevole: un ventilatore può costare meno di 3 euro al mese, mentre un climatizzatore acceso ogni giorno per 8 ore può oscillare tra i 50 e i 70 euro mensili. Naturalmente, se l’edificio comprende più condizionatori che funzionano contemporaneamente, la spesa sopra citata (tra 50 e 70 euro mensili) va moltiplicata per ciascuna unità funzionante.

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Occorre ricordare, tuttavia, che la percezione di benessere varia notevolmente da un sistema all’altro: il condizionatore è l’unico sistema, fra quelli presi in esame, che raffredda effettivamente gli ambienti, espellendo il calore all’esterno. Acceso in modalità deumidificatore, invece, l’apparecchio non raffredda l’ambiente, ma elimina soltanto l’umidità, aumentando lievemente la sensazione di benessere, specie nelle giornate di caldo afoso. Il ventilatore è la soluzione più economica, ma anche quella con minori benefici in termini di comfort percepito: si limita, infatti, a muovere semplicemente l’aria, senza abbassarne la temperatura.

Ventilatore, deumidificatore o condizionatore? 

Cominciamo, dunque, dal sistema più economico, il caro vecchio ventilatore. “Con una potenza media compresa fra 30 e 60 watt, il comune ventilatore richiede appena un centesimo di euro per ogni ora di funzionamento – spiega Calabrese – Lasciandolo acceso per otto ore consecutive, la spesa non arriva a 10 centesimi. Per un mese di uso continuativo, il prezzo da pagare in bolletta sfiorerà a i 5 euro”.

Napoli, ventilatore acceso all'esterno, nel dehors di una pizzeria (Ansa)
Caldo torrido in centro città, Milano 5 Agosto 2026 ANSA/MATTEO CORNER (caldo, generica, simbolica, afa, estate)

Passando al condizionatore acceso con funzione deumidificatore, “sicuramente questa modalità consuma meno energia – conferma l’esperto – Il consumo medio si aggira intorno ai 300-400 watt, con un costo di circa 8 centesimi ogni ora e circa 70 centesimi dopo otto ore di funzionamento. Moltiplicato per un mese, il prezzo da pagare in bolletta dovrebbe attestarsi intorno ai 25 euro. Il deumidificatore contribuisce anche a ridurre la proliferazione di acari della polvere, muffe e alcuni batteri, rendendo l’ambiente domestico più sano”.

La ‘trappola’ del deumidificatore

Attenzione, però: dal momento che il deumidificatore non riduce la temperatura dell’aria, ma si limita a rimuovere l’umidità, si è spesso tentati di impostare, sul telecomando dell’apparecchio, una temperatura troppo bassa, pensando così di aumentare la percezione di fresco.  “Una soluzione – prosegue l’esperto di Enea – che costringe l’apparecchio a compiere più cicli (aspirare l’aria dalla stanza, far condensare l’umidità, immettere l’aria asciutta nell’ambiente) per raggiungere il livello impostato dall’utente e, di fatto, a lavorare di più”.

Il condizionatore fisso a 12mila Btu

Quanto al condizionatore fisso, “il consumo effettivo dipende da svariati fattori, tra cui la potenza di raffreddamento, misurata in Btu (British thermal unit), la classe energetica, la possibilità di monitoraggio dei consumi in tempo reale e la disponibilità della modalità “eco” (risparmio energetico), di solito presente in tutti gli apparecchi di nuova generazione – dichiara Calabrese – Con una potenza indicativa di 12mila Btu (la media per un dispositivo domestico), il condizionatore richiede una spesa di circa 2,60 per otto ore di funzionamento quotidiano. Se utilizzato in modo continuativo per un mese, la spesa – per ciascuna unità accesa – si aggira fra i 50 e i 70 euro”.

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E se lo teniamo acceso, oltre al giorno, anche durante queste tremende notti tropicali? “I climatizzatori inverter di ultima generazione riducono progressivamente l’assorbimento energetico, una volta raggiunta la temperatura impostata – rassicura – Nelle ore notturne, le temperature, pur restando elevate, scendono lievemente rispetto al giorno, dunque il condizionatore lavora meno per arrivare alla soglia desiderata”.

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Woman suffering from the heat in summer, she is resting with her feet in the fridge and holding a water bottle

Climatizzatore, bene di lusso o necessità?

I numeri sciorinati dall’esperto di Enea ci danno una conferma: il climatizzatore è effettivamente il sistema di raffrescamento con il maggior impatto sulla bolletta, ed è, al contempo, quello in grado di assicurare il maggior comfort anche nelle giornate contrassegnate dal cosiddetto “bollino rosso”. Senza dimenticare, poi, che, per alcune fasce di popolazione – in particolare, anziani, bambini, donne in gravidanza e soggetti fragili – il condizionatore non è un ‘capriccio’, ma uno strumento di tutela e protezione della salute. Per evitare sorprese spiacevoli in bolletta, è necessario un uso intelligente dei dispositivi di climatizzazione: ecco, dunque, alcuni piccoli accorgimenti – dettati anche dal buon senso – che permettono di ridurre considerevolmente i consumi.

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I trucchi per tagliare i consumi: un grado fa la differenza

Anche nelle giornate più torride, il consiglio è di impostare una temperatura tra 26 e 27°C: ogni grado in meno, oltre a essere poco salutare per l’organismo, può aumentare i consumi elettrici fino al 7-8%. Su una ipotetica bolletta mensile di 60 euro parliamo di oltre 4 euro, il costo di una colazione al bar con cornetto e cappuccino. “La differenza di temperatura fra interno ed esterno dovrebbe mantenersi entro i 7-8 gradi, anche per evitare sbalzi termici troppo bruschi quando si va all’esterno”, suggerisce Calabrese. È importante, inoltre, pulire periodicamente i filtri: “un impianto sporco lavora con maggiore fatica, consuma di più e peggiora la qualità dell’aria – spiega – La pulizia dei filtri è un’operazione che tutti noi possiamo fare (esistono decine di tutorial in rete) e richiede pochi minuti, ma si traduce in un risparmio considerevole, oltre a essere una misura igienica significativa per gli ambienti in cui passiamo le nostre giornate. È bene ricordare, a tal proposito, che il ventilatore consente sì di risparmiare sui costi energetici, ma non esercita la funzione di filtro dell’aria assicurata da un condizionatore che opera correttamente: oltre all’aria, il ventilatore movimenta anche la polvere presente negli spazi in cui viviamo”.

Un turista cerca refrigerio in una fontana (Ansa)
caldo afoso in citta

Atri consigli utili: evitare dispersioni di calore, chiudendo tapparelle e tende durante le ore più calde e limitando al massimo l’ingresso della luce diretta del sole, e scegliere apparecchi ad alta efficienza energetica. A tal proposito, Calabrese ricorda che “l’investimento iniziale in un climatizzatore di classe elevata (ad esempio, la classe A+++) si traduce in un risparmio in bolletta di gran lunga superiore rispetto ai modelli più datati”.