Roma, 4 ottobre 2026 – Non si fermano i raid russi su Kiev. Nella notte Mosca ha lanciato 135 droni d’attacco contro l’Ucraina, di cui oltre 50 a propulsione a reazione, e questa mattina ha nuovamente colpito con un drone il ponte Pivnichnyi, il Ponte nord della capitale. L’attacco del Cremlino è avvenuto proprio durante la visita a sorpresa a Kiev del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Oltre a Kiev, sono state colpite Dnipro e le regioni di Kharkiv, Donetsk, Sumy e Zaporizhzhia.
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“Questa mattina i russi hanno nuovamente colpito con un drone il Ponte Pivnichnyi (Ponte Nord) di Kiev” ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, aggiungendo che a Sumy una persona è rimasta uccisa nell’attacco a un magazzino farmaceutico. Inoltre, a Dnipro è stata presa di mira una struttura di comunicazione. Tra gli obiettivi del Cremlino edifici residenziali e infrastrutture critiche. “In alcune comunità si sono verificate interruzioni di corrente” ha sottolineato Zelensky, ricordando che oggi nella capitale ucraina è in visita il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
“Oggi stiamo preparando decisioni che consentiranno a noi, in Ucraina, e a tutta l’Europa di disporre di maggiori capacità per difenderci”, afferma il leader ucraino preannunciando “importanti accordi” tra Ucraina e Germania ma senza fornire dettagli.
Durante la visita a sorpresa a Kiev, Merz ha rivolto un appello al presidente russo Vladimir Putin affinchè ponga fine “a questa guerra insensata”. “Siamo pronti ai negoziati, siamo pronti a discutere la fine di questa guerra. Ma questi attacchi barbari contro la popolazione civile ucraina devono cessare. L’Ucraina ha bisogno di tutto il nostro sostegno nelle prossime settimane” ha detto Merz, sottolineando poi che “Se la Russia non verrà fermata, prima o poi la sua macchina da guerra si rivolgerà contro di noi”.
“La Russia è pronta a combattere anche per lo 0,01 del territorio del Donetsk”: lo afferma il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, come riporta Interfax. “Anche per un centesimo di percento. È la Federazione Russa. Non c’è nulla da discutere al riguardo”, ha affermato Peskov. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia preferisce risolvere il conflitto con mezzi pacifici “ma finché ciò sarà impossibile, combatteremo e combatteremo con determinazione. E coloro che ritengono possibile nutrire piani per sferrare un colpo devastante contro la Russia ne pagheranno il prezzo, proprio come ora l’Ucraina”.