Rangnick non va al Milan: il dirigente spazientito fa saltare l’accordo per l’area tecnica del Milan
Ralf Rangnick ha deciso di dire basta. L’infinita attesa di una risposta concreta da parte del Milan, che lo aveva esplicitamente cercato per affidargli il ruolo chiave di capo dell’area tecnica, ha inevitabilmente indispettito il manager tedesco. Poco avvezzo ai silenzi prolungati e alle mancanze di chiarezza, Rangnick è ora intenzionato a concentrare tutte le sue energie esclusivamente sulla nazionale dell’Austria, pronta a debuttare al Mondiale negli Stati Uniti (nella notte italiana tra martedì e mercoledì contro la Giordania). Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.
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Le richieste per firmare e lo scoglio dell’autonomia
Durante gli intensi colloqui tenutisi un paio di settimane fa, Rangnick era stato estremamente diretto con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic. Il tedesco aveva preteso il pieno e totale controllo dell’area tecnica, senza alcuna ingerenza esterna, memore delle dinamiche complesse che hanno coinvolto la panchina rossonera nella passata stagione. La sua richiesta di autonomia era assoluta e comprendeva la libertà di scegliere l’allenatore (i nomi caldi indicati erano Oliver Glasner o Matthias Jaissle), i collaboratori fidati (come il direttore sportivo Johannes Spors e il capo scout Christopher Vivell), fino ad arrivare alla gestione diretta dei giocatori e del settore giovanile.
L’obiettivo era imporre una precisa filosofia calcistica basata su altissima intensità, pressione e aggressività. Di fronte a queste condizioni, il Milan – che necessita di una profonda e complessa rifondazione dopo la clamorosa mancata qualificazione in Champions League – ha ascoltato, ma di fatto è poi sparito dai radar senza dare il definitivo via libera.
L’ottimismo dell’Austria e le parole di Pröll
Mentre il club meneghino prende tempo, nel ritiro austriaco di Santa Barbara si respira un’aria di assoluta serenità. I vertici della federazione sono sicuri della permanenza del loro ct, con l’intenzione di prolungare il solido progetto tecnico fino al 2028. A certificare questa fiducia è intervenuto direttamente il presidente della federcalcio, Josef Pröll, che ha ribadito: “Sono molto ottimista sul fatto che sceglierà l’Austria. Noi lo vogliamo e lui conosce i punti chiave dell’offerta di rinnovo. Io e lui sappiamo su cosa possiamo contare l’uno sull’altro perché comunichiamo in modo molto aperto”.
Il futuro rossonero: una ricostruzione in salita
Per Rangnick, la mancanza di programmazione è stata fatale. Se fosse arrivato subito il “sì” della dirigenza, la sua squadra di lavoro avrebbe già iniziato a operare sul calciomercato per allestire il precampionato, permettendogli di vivere il Mondiale senza distrazioni. Questo ingranaggio, però, non è scattato. Salvo clamorosi e violenti ritorni di fiamma improvvisi, il tedesco non sarà il nuovo leader dell’area sportiva. Per il Milan, il percorso verso la necessaria ricostruzione si fa sempre più ripido e pieno di ostacoli.