Recovery Plan, “Ciao” Renzi a Governo Conte?/ Pd e M5s da Gualtieri, domani Iv e Leu

Recovery Plan, “Ciao” Renzi a Governo Conte?/ Pd e M5s da Gualtieri, domani Iv e Leu

Terzo giro di consultazioni sul Recovery Plan per il Governo Conte, anche se questa volta “cambiano” gli interpreti e si entra nel concreto dei piani da presentare: oggi Pd e Movimento 5 Stelle, domani Italia Viva e Leu presenteranno i propri progetti sul Piano Nazionale di Resilienza e Ripresa, tutti comunque modificando l’impianto generale lanciato da Conte prima di Natale e per nulla soddisfacente per nessuna delle forze di maggioranza. Anche per questo motivo i tempi si allungano e dall’Europa stamane è giunto il monito del Commissario agli Affari Economia Paolo Gentiloni, preoccupato sia sulle tempistiche che sulla qualità dei contenuti della bozza di Recovery Plan.

La strada si fa sempre più in salita per il Presidente del Consiglio, “stretto” nella morsa non solo da Renzi ma anche da parte del Pd e da LeU che chiedono di cambiare marcia e governance sul Pnrr. Oggi il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri assieme al Ministro degli Affari Europei Enzo Amendola riceveranno le delegazioni dem e M5s per la presentazioni dei rispettivi piani Recovery, mentre domani la “palla” passa a Italia Viva e Liberi e Uguali che ribadiranno quanto già presentato pubblicamente negli scorsi giorni.

LA VERIFICA DI GOVERNO CON GUALTIERI E AMENDOLA

«Ciao» non è solo un mediatico “viatico” molto simile a quel “Enrico stai sereno” col quale Renzi di fatto sostituì il Governo Letta nel 2014, ma è anche il piano lanciato ieri da Matteo Renzi sul “nuovo” Recovery Plan da formulare per non rimanere «impaludati nella crisi Covid». Cultura, Innovazione, Ambiente e Opportunità, il “CIAO” per l’appunto è il grimaldello col quale Italia Viva tenta l’ultima carta: «o accettano questo accordo oppure usciamo dal Governo con le dimissioni delle Ministre Bellanova e Bonetti», ha tuonato ieri dal Senato l’ex Premier fiorentino. Il Pd nel frattempo non sta a guardare e chiede a Conte un rilancio netto sul Recovery Plan con Mes, parità di genere, scuola, infrastrutture, cultura e commercio; sulla cabina di regia, il Nazareno chiede «la struttura sussidiaria, quindi di supporto, alla Pubblica amministrazione e non sostitutiva e dovrà anche interagire e aiutare le amministrazioni periferiche che altrimenti potrebbero avere problemi nella gestione di questi progetti».

Per il M5s invece le priorità del Piano per l’attivazione del Next Generation Eu sono giovani, digitalizzazione e green ma senza attivazione del Mes; il Ministro Mise Patuanelli oggi a Repubblica lo dice chiaro, «dopo Conte ci sono solo le elezioni e per il M5s la strada è alleanza con Pd e LeU». Infine proprio la Sinistra radicale di Liberi e Uguali a cui non bastano i 9 miliardi destinati alla Sanità secondo la prima bozza del Recovery Plan. Tutti contestano il piano Conte e tutti hanno modifiche da lanciare: dopo questa due giorni con Gualtieri e Amendola verrà fatta una sintesi a Palazzo Chigi per capire se e come proseguire in questa esperienza di Governo al momento sempre più fratturata e con diversi interrogativi sul nuovo anno in arrivo.

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