Stamane il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel pieno dei giorni “turbinosi” per una crisi di Governo tutt’altro che conclusa dopo aver ottenuto la fiducia in Parlamento, ha incontrato i sindacati nel primo di una serie di tavoli nei prossimi giorni sul Recovery Plan: dopo aver inviato la bozza all’Unione Europea e dopo aver approvato in Consiglio dei Ministri il piano da 210 miliardi, l’esecutivo ha incontrato in videocollegamento i segretari generali Maurizio Landini (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil), insieme ai ministri dell’Economia (Gualtieri), dello Sviluppo (Patuanelli), dei Trasporti (De Micheli), del Lavoro (B) e del Sud (Provenzano).
Secondo le prime voci che filtrano da Palazzo Chigi all’Adnkronos, Conte avrebbe annunciato di aver cambiato profondamente il Recovery Plan dopo la prima bozza (che ha di fatto “aperto” la lunga fase di crisi con Italia Viva): «il ‘piano nazionale di ripresa e resilienza’ che il governo ha messo a punto per utilizzare le risorse del Recovery fund e del Next generation Eu è migliorato».
IL PIANO DI CONTE
Nel confronto con le parti sociali, il Premier Conte ribadisce le migliorie apportate con gli altri partiti della maggioranza «Questo Piano deve servirci a liberare il potenziale di crescita dell’economia, a dare impulso alla produttività e all’occupazione. E lo dobbiamo fare aumentando la capacità del nostro Paese di affrontare queste sfide e le trasformazioni in atto che riguardano anche le modalità organizzative del mondo del lavoro, rafforzando al contempo anche la coesione sociale». Stando al piano messo in campo dal Presidente del Consiglio, vi dovrà essere una crescita importante del Pil ma anche degli indici di benessere: «Contiamo di avere un impatto positivo per una crescita di almeno 3 punti in più nel 2026 rispetto a quella ordinaria». Davanti alle polemiche sollevate dai sindacati sui tempi ancora molto lunghi di questo Recovery Plan, Conte si è difeso «c’è stata anche una vicenda interna alle forze di maggioranza, una modalità di confronto che ci ha rallentato. Ma bisogna sempre guardare il lato buono: in ogni caso pur in una dialettica vivace abbiamo dovuto rallentare i tempi ma abbiamo anche trovato il modo per un confronto effettivo che ha dato la possibilità alle forze di maggioranza di offrire indicazioni preziose, e arrivare ad una versione aggiornata, migliore».
LE PROPOSTE DEI SINDACATI AL GOVERNO
Di contro, i segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito al Governo la necessità impellente di prorogare il blocco dei licenziamenti anche dopo il 31 marzo, così come l’estensione della Cig anti-Covid. Secondo il leader della Uil Bombardieri «ci aspetteremo di capire se il Governo ha intenzione, così come dice la Commissione Europea, di utilizzare lo strumento del dialogo sociale, ossia attuare il metodo del confronto con le parti sociali, con le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali, con chi ha voglia e disponibilità di impegnarsi per determinare una scelta diversa del futuro in un momento così drammatico». Sul fronte lavoro, i tre sindacalisti ribadiscono sul lavoro la necessità di intervenire sulle politiche attive: «siamo tutti d’accordo che mettere in difficoltà il lavoro attraverso la riduzione dei salari e dei diritti è un tema ormai superato? E quindi lavoriamo tutti insieme per occupare e per creare lavoro stabile? E se sì, come interveniamo? Quali sono le politiche attive e come creiamo un collegamento fra i lavori del domani e la formazione e la riqualificazione di oggi?», si chiedeva Pierpaolo Bombardieri su Facebook prima di entrare in collegamento con il Capo del Governo.
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