Redditi medi dichiarati, la mappa completa: ecco le province più ricche (e le più povere) d’Italia

Roma, 24 aprile 2026 –  I numeri non mentono, ma quest’anno parlano più forte del solito. Con la pubblicazione dei dati 2025 sui redditi percepiti nel 2024, si alza ufficialmente il velo sullo stato di salute delle tasche degli italiani. Tra conferme attese e sorprese amare, la fotografia della ricchezza del nostro Paese rivela dinamiche che vanno ben oltre la semplice statistica. Un divario fra Nord e Sud sempre più forte, con la provincia di Milano che si conferma al primo posto con un reddito medio imponibile di 33.635 euro, davanti alla provincia di Monza e Brianza (29.449) e a quella di Bologna (29.157). Crotone, invece, è la provincia con il reddito medio più basso. Dati che emergono dalle elaborazioni di Withub ed Isnec, Istituto nazionale esperti contabili, sui dati appena pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle finanze.

I redditi medi degli italiani

Il comune con il reddito medio imponibile, calcolato come rapporto tra l’ammontare complessivo e il numero di contribuenti con dichiarazioni uguali o superiori a zero, è Maccastorna in provincia di Lodi. Ma si tratta di un dato poco significativo considerando che ha solo 76 contribuenti. Guardando invece i Comuni con più di 2.000 contribuenti in cima alla classifica troviamo Basiglio con 53.686 euro, altri comuni della provincia di Milano e Torino e in quarta posizione Forte dei Marmi. Il dato più significativo è quello dei grandi centri urbani.

La prima città è Milano con 40.237 euro, la seconda è Bologna con 31.448 euro e la terza è Padova 31.270 euro. Tra le 28 città con più di 100.000 contribuenti le ultime 3 sono Rimini, Taranto e Catania con redditi di poco superiori ai 23.000 euro.

I redditi dei bolognesi. I più benestanti vivono tra Colli e centro storico. Bolognina più ’povera’
Il report della Città Metropolitana basato sui dati trasmessi dal Ministero. Il guadagno medio per ogni contribuente è pari a 29.533 euro. Un valore in crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente . .

Rosignoli: “Graduale ripresa economica”

“I dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze confermano una crescita complessiva del reddito dichiarato dagli italiani, segnale positivo di una graduale ripresa economica e di una maggiore capacità reddituale delle famiglie. L’aumento del reddito medio a 25.820 euro – afferma Guido Rosignoli, vicepresidente Cassa di Previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili –rappresenta un indicatore incoraggiante, ma non può farci ignorare il persistente divario territoriale che continua a caratterizzare il Paese. Il confronto tra le aree più dinamiche, guidate dalla Lombardia, e quelle che registrano redditi medi sensibilmente inferiori, soprattutto nel Mezzogiorno, evidenzia la necessità di politiche economiche più incisive e mirate. Il gap tra territori non è soltanto statistico, ma si traduce in minori opportunità occupazionali, capacità di investimento e accesso ai servizi. Colpisce inoltre la forte concentrazione della ricchezza in alcuni grandi centri urbani e comuni ad alta capacità attrattiva, come Milano e la sua area metropolitana, a conferma di quanto infrastrutture, innovazione e qualità dei servizi incidano sulla crescita. Occorre quindi sostenere il tessuto produttivo, incentivare il lavoro qualificato e favorire investimenti nei territori più fragili. Solo riducendo le disuguaglianze territoriali potremo trasformare la crescita dei redditi in uno sviluppo realmente equilibrato e duraturo per tutto il Paese”.

La classifica per provincia

Guardando alle province, i dati elaborati dall’Isnec (l’istituto che si occupa di curare e sviluppare la figura dell’esperto contabile), troviamo sul podio Milano con una media di 33.635 euro per contribuente, davanti a Monza e Brianza con 29.649 euro e a Bologna con 29.157 euro. Segue poi la capitale con 28.862, quindi Lecco con 28.624, davanti a Parma con 28.491 euro, a Bolzano con 28.222 euro, a Modena con 27.632, e a chiudere la top ten troviamo Trieste con 27.409 e Reggio Emilia con 27.273.

Dunque una top ten completamente settentrionale, in antitesi con gli ultimi dieci posti che sono invece occupati da province meridionali: 99esimo posto per il sud della Sardegna con 19.085 euro, 100esimo per Trapani con 18.927 euro, 101esimo per Foggia con 18.478 euro, 102esimo per Barletta-Andria-Trani con 18.445 euro, fin giù alle province siciliane con Enna a 18.393 euro, piccola incursione calabrese con Cosenza con 18.237 euro poi ancora Sicilia con Agrigento con 18.027 euro, Ragusa con 17.930.

Le province più povere d’Italia sono però calabre, cioè Vibo Valentia con 17.878 euro e Crotone con 17.765 euro. Fra le città con più di 100mila abitanti, troviamo al vertice Milano, seguita da Bologna, Padova, Roma e Parma. Completano la top 10 le città di Modena, Firenze, Brescia, Cagliari e Torino. Soltanto ventunesima Napoli, ventiduesima Palermo, ventottesima Catania. Sono dati che certificano la forte differenza di reddito medio fra Nord e Sud.