REFERENDUM GIUSTIZIA 2022, DIRETTA VOTO 12 GIUGNO: QUANDO I RISULTATI E QUORUM?
Scatta oggi dalle ore 7 – e fino alle 23 – la lunga diretta dei Referendum popolari abrogativi in materia di Giustizia per arrivare ai risultati della nottata: urne aperte oggi 12 giugno 2022 in tutta Italia nell’Election Day che comprende anche le Elezioni Amministrative in 978 Comuni (tra cui 21 capoluoghi di provincia e 4 capoluoghi di Regione, ovvero Genova, Palermo, Catanzaro, L’Aquila).
In differenti schede elettorali, vengono sottoposti agli elettori 5 quesiti referendari messi a punto da Lega e Radicali (e bollinati dalla Corte Costituzionale), tutti a tema giustizia italiana: Abrogazione decreto Severino; limitazione misure cautelari; separazione funzioni-carriere magistrati; valutazione dei magistrati; riforma Csm. Dopo mesi di campagna elettorale passata quasi in “sordina” e dopo la bocciatura di ben 3 degli originali 8 Referendum presentati alla Consulta (non sono stati ammessi quelli su eutanasia, droghe leggere e responsabilità diretta del magistrato) ecco il momento della verità per i risultati definitivi dei singoli quesiti. Non solo chi vincerà tra i SÌ (che vogliono abrogare la norma) e i NO, ma soprattutto se ogni singolo Referendum riuscirà a superare il quorum fissato per legge nei Referendum abrogativi al 50% più uno degli aventi diritto al voto recatisi alle urne. I primi exit poll sull’affluenza finale e i risultati dei 5 quesiti saranno subito disponibili alla chiusura dei seggi alle ore 23: lo spoglio comincerà subito, dunque i risultati definitivi potrebbero arrivare già nel giro di qualche ora e comunque prima della mattina del 13 giugno. Domani alle ore 14 comincerà invece lo scrutinio per le Elezioni Amministrative.
DIRETTA RISULTATI REFERENDUM GIUSTIZIA: I 5 QUESITI, TESTO E COLORI SCHEDE
Qui di seguito riportiamo il testo di tutti e 5 i quesiti dei Referendum presenti alle urne oggi dalle 7 ale 23 (qui in versione integrale estesa): per il voto basterà porre la propria X su SÌ (per abrogare la norma) o su NO (per mantenerla intatta).
Quesito 1 (scheda rossa): Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi;
Quesito 2 (scheda arancione): Limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale;
Quesito 3 (scheda gialla): Separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati;
Quesito 4 (scheda grigia): Partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte;
Quesito 5 (scheda verde): Abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura.
COSA SUCCEDE SE VINCE IL SÌ AI 5 REFERENDUM (E CHI LO SOSTIENE)
Vi sono sostanzialmente tre uniche conseguenze al voto in diretta oggi per i Referendum sulla Giustizia: se non viene raggiunto il quorum, se con quorum prevalgono i NO, se con quorum prevalgono i SÌ.
Nel primo caso, la votazione odierna non avrebbe validità per lo Stato, anche se rimarrebbe l’indicazione della minoranza di cittadini che avranno espresso il proprio voto (a quel punto può avere valore politico se il quorum fosse più vicino al 40-50% piuttosto che ad un più basso 20-30%). Con la vittoria del No in ciascuno dei 5 Referendum, gli italiani confermerebbero le norme attuali, di fatto accettando il grado della giustizia in Italia per come è stata finora. Se invece dovesse vincere il SÌ allora alcuni cambiamenti potranno essere messi in campo già nei prossimi mesi con la modifica della Riforma della Giustizia messa a punto dalla Ministra Cartabia (in discussione al Senato e in attesa di approvazione). In merito al voto dei partiti principali, sostegno convinto a tutti e 5 i Referendum arriva da Lega, Forza Italia, Noi con l’Italia, Cambiamo, Italia Viva, Radicali e Azione-+Europa; per alcune correnti riformiste interne al Pd il sostegno è per 3 quesiti su 5 (custodia cautelare, separazione delle carriere, abolizione della legge Severino); FdI per 3 quesiti su 5 (contrari all’abolizione della Legge Severino e ai limiti per la custodia cautelare); NO convinto per M5s e LeU; libertà di voto per il Pd di Letta, che però si espresso contrario personalmente a tutti e 5 i Referendum. Qui di seguito, in pillole, cosa potrebbe cambiare con il SÌ in ciascuno dei 5 quesiti referendari proposti.
1- Abolizione Decreto Severino
Se vince il Sì: viene abrogato il Decreto e si cancella così l’automatismo fissato in precedenza, ovvero si restituisce ai giudici la facoltà di decidere, di volta in volta, se, in caso di condanna, occorra applicare o meno anche l’interdizione dai pubblici uffici
2- Limiti agli abusi della custodia cautelare
Se vince il Sì: resta in vigore la carcerazione preventiva per chi commette reati più gravi mentre si abolisce la possibilità di procedere agli arresti in carcere per le motivazioni di “rischio reitero del reato”. Rimangono il “pericolo di fuga” e “l’alterazione delle prove”
3- Separazione delle carriere dei magistrati
Se vince il Sì: i magistrati dovranno scegliere all’inizio della carriera se svolgere ruolo di giudici o di pubblici ministeri e poi mantenere quel ruolo per tutta la vita lavorativa
4– Valutazione equa dei magistrati
Se vince il Sì: viene riconosciuto ai membri “laici” della magistratura – ovvero avvocati e professori – di partecipare attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati
5- Riforma del Csm
Se vince il Sì: viene abrogato l’obbligo per un magistrato che voglia essere eletto di trovare da 25 a 50 firme per presentare la candidatura. Con il Sì, si torna alla legge originaria del 1958, dove era previsto che tutti i magistrati in servizio potessero proporsi come membri Csm semplicemente tramite propria candidatura: si riduce il rischio di controllo delle correnti e influsso dell’orientamento politico.
COME SI VOTA AL REFERENDUM 12 GIUGNO
Le regole fissate dal Ministero dell’Interno, in merito a come si vota ai Referendum sulla Giustizia, restano poche e semplici: intanto occorre presentarsi al proprio seggio muniti di tessera elettorale, documento di identità valido e mascherina anti-Covid (obbligatoria, mentre niente Green Pass).
Agli elettori vengono distribuite le 5 schede referendarie: essendo un Referendum abrogativo, se si è favorevole a cancellare la norma del quesito occorrerà apporre un segno sul SÌ; se si è contrari a cancellare la norme e quindi si preferisce mantenerla come è attualmente, il voto sarà NO. Con la vittoria del SÌ in ognuno dei 5 quesiti al voto di fatto cancella la legge in questione, mentre se dovesse vincere il NO (o non essere raggiunto il quorum) allora le norme rimarranno intatte. Come ogni Referendum abrogativo, la consultazione sarà ritenuta valida quando il numero dei votanti superi il 50% più degli aventi diritto al voto: i risultati del referendum consultivi, infine, non sono vincolanti ma pongono un’indicazione chiara al Parlamento di quale sia l’intenzione dei cittadini sulla specifica materia discussa. A questo link è disponibile il servizio di FAQ del Ministero dell’Interno con tutte le possibili domande su come si vota in Italia e all’estero ai Referendum del 12 giugno.
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