Referendum giustizia, Quesito 4: scheda grigia/ Equa valutazione dei magistrati

REFERENDUM GIUSTIZIA, TESTO QUESITO N.4: LA SCHEDA GRIGIA

Il Quesito n. 4 dei 5 Referendum popolari abrogativi ammessi dalla Corte Costituzionale per l’Election Day del 12 giugno 2022 riguarda la equa valutazione dei magistrati. In particolare, alle urne si andrà a votare la partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e l’abrogazione delle norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte.

Ecco il testo integrale che si troverà sulla scheda grigia ai seggi per i Referendum giustizia: «Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 27 gennaio 2006, n.25, recante «Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei consigli giudiziari, a norma dell’art. 1, comma 1, lettera c) della legge 25 luglio 2005, n.150», risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art.8, comma 1, limitatamente alle parole “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’art.7, comma 1, lettera a)”; art.16, comma 1, limitatamente alle parole: “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’art.15, comma 1, lettere a), d) ed e)”?».

EQUA VALUTAZIONE DEI MAGISTRATI: COSA PREVEDE REFERENDUM GIUSTIZIA N.4

L’equa valutazione dei magistrati riguarda la composizione dei consigli giudiziari, ovvero degli organi “ausiliari” del Consiglio superiore della magistratura, che è invece l’organo di autogoverno della magistratura. La loro funzione è quella di esprimere “motivati pareri” su diversi ambiti, tra cui le valutazioni di professionalità dei magistrati. La legge del 2006 attualmente in vigore in merito, però, prevede che le valutazioni in questione siano attivamente espresse solo dai componenti dei Consigli giudiziari appartenenti alla magistratura e non da quelli laici, che rappresentano 1/3 dei membri.

Con l’abrogazione delle norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte, dunque, verrebbe istituita l’equa valutazione dei magistrati. Il compito di valutare la professionalità di giudici e pm spetterebbe dunque anche ai cosiddetti membri laici, ovvero avvocati e professori universitari di materie giuridiche, che non sarebbero più dunque soltanto “spettatori”.

EQUA VALUTAZIONE DEI MAGISTRATI: PERCHÈ SÌ/PERCHÈ NO AL REFERENDUM N.4

Come e perché votare Sì
Barrando la casella SÌ sulla scheda grigia si conferma la volontà di abrogare le norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte. Chi sostiene il sì ritiene che questa modifica abbasserebbe il tasso di «autoreferenzialità» nei giudizi sul lavoro dei giudici e dei pm, in linea di massima sempre favorevoli. “Questa sovrapposizione tra “controllore” e “controllato” rende poco attendibili le valutazioni e favorisce la logica corporativa. Col referendum si vuole estendere anche ai rappresentanti dell’Università e dell’Avvocatura nei Consigli giudiziari la possibilità di avere voce in capitolo nella valutazione”, dicono i promotori.

Come e perché votare No
Barrando la casella NO sulla scheda grigia si conferma la volontà di mantenere le attuali norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte. Chi sostiene il no ritiene che sia improprio che i magistrati vengano valutati da soggetti esterni e in particolare dagli avvocati, poiché questi ultimi potrebbero essere spinti da ragioni di contrasto professionale in virtù del fatto che i pm rappresentano la loro controparte e si creerebbe dunque una soggezione nei loro confronti da parte dei magistrati.

QUESITO N.4, COSA SUCCEDE SE VINCE IL SÌ

Se dovesse vincere il Sì al Referendum giustizia quesito n.4 – ovvero se dovesse essere raggiunto il quorum del 50% più uno dei voti degli aventi diritto di voto – le attuali norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte sarebbero modificate in modo da avere una equa valutazione dei magistrati. Avvocati e professori universitari di materie giuridiche dunque non avrebbero più il ruolo di “spettatori” attuali ma otterrebbero il diritto di voto nel giudizio di professionalità dei magistrati.

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