RIFORMA GIUSTIZIA, CAMERA: DIRETTA VOTO FIDUCIA/ Sì 462, Cartabia passa la prima

La riforma della giustizia ottiene il sì della Camera dei deputati alla prima fiducia con 462 sì. Il primo articolo del decreto targato Marta Cartabia che riforma il processo penale ha ricevuto anche 55 voti contrari e un astensione. Adesso è in corso il secondo voto di fiducia sulla riforma. Il decreto andrà poi in Senato. I deputati hanno votato un testo diviso in due parti: una delega al governo, che prevede l’emanazione da parte dell’esecutivo di una serie di decreti legislativi, e alcune norme che una volta approvate entrano in vigore immediatamente.

In Aula, i deputati ex Movimento 5 Stelle del partito Alternativa c’è hanno inscenato una nuova protesta al termine dell’intervento di Francesco Forciniti alzando contro il provvedimento alcuni cartelli, subito fatti rimuovere dal presidente di turno, Ettore Rosato. Il partito di governo con più malumori sulla riforma erano i 5 Stelle, ma poi è stato trovato un accordo con Mario Draghi per il sì dopo una lunga trattativa. Giuseppe Conte, leader in pectore del Movimento aveva detto: “Andrà tutto bene. Arriviamo al voto con la coscienza pulita e abbiamo fatto tutto il possibile per migliorare questi interventi in termini di giustizia in un impianto complessivo costruito con il ministro Bonafede, crediamo di aver aggiunto dei miglioramenti”. (aggiornamento di Andrea Murgia)

RIFORMA GIUSTIZIA: DA OGGI IL VOTO FIDUCIA

Inizia oggi l’iter del voto di fiducia per la riforma Cartabia sui tempi della giustizia penale, con la diretta (anche video streaming su YouTube) dalla Camera dei Deputati che comincerà nella notte: ieri sera il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà ha confermato la questione di fiducia posta dal Governo sulla riforma “emendata” dell’originario testo Bonafede, giunti al culmine di settimane di liti e discussioni specie sull’asse M5s-Guardasigilli.

Non sono mancati momenti di tensione a Montecitorio proprio durante la lettura della formula di rito sulla fiducia, con i deputati di Fratelli d’Italia e Alternativa C’è (ex M5s) in ‘assedio’ ai banchi del Governo per contestare la mancanza di discussione in Aula sulla riforma Cartabia approvata il 29 luglio scorso in Consiglio dei Ministri. «Con lo strumento del voto di fiducia, il governo occupa gli spazi democratici del Parlamento e noi, pacificamente, occupiamo, simbolicamente, gli spazi fisici del governo. Chiediamo solo la centralità del Parlamento, quello che è previsto in Costituzione», attacca Andrea Colletti, leader di “Alternativa c’è”, conscio però che lo spazio per modificare il testo “blindato” è praticamente inesistente.

LO SCONTRO IN PARLAMENTO

I tempi stretti imposti dai piani del PNRR e gli altri temi in agenda per il Governo hanno portato Draghi e Cartabia all’estrema sintesi tra le varie richieste dei partiti. Su tutti, il Movimento 5 Stelle del leader in pectore Giuseppe Conte ha tentato di ridurre l’impianto del testo Cartabia specie sul fronte prescrizione e improcedibilità. Dalla minaccia di astensione fino addirittura al voto contrario sulla fiducia, i Ministri grillini hanno dettato la linea nella prima parte delle trattative, salvo poi giungere a mediazione (grazie al Ministro Di Maio e alla mediazione del Ministro leghista Giorgetti) su un testo che ha convinto tutti i partiti di maggioranza nell’ultimo CdM. «Voteremo la fiducia sulla riforma della giustizia», ha spiegato oggi a “La Stampa” Giuseppe Conte, mentre nelle stesse ore si vota sulla piattaforma SkyVote il nuovo Statuto M5s, prima tappa verso l’elezione dello stesso ex Premier a nuovo leader del Movimento. In merito alla priorità dell’azione penale vincolata al Parlamento, ha ammesso Conte che «quella norma a noi non è piaciuta affatto ma abbiamo ottenuto il suo depotenziamento»; da qui la promessa ai cittadini che, «se alle prossime elezioni politiche daranno ampia fiducia al Movimento col loro voto», il leader 5Stelle si farà «garante di ulteriori interventi migliorativi».

COME CAMBIA LA RIFORMA CARTABIA

Appuntamento ora con il voto di fiducia alla Camera, con tempi strettissimi per arrivare poi al Senato nei prossimi giorni: la convocazione avverrà alle 20.45 questa sera, con prima chiama di voto verso le 22.30 e conclusione attorno alle 2.30. Nottate di passione a Montecitorio che non finirà però l’iter della fiducia: domani mattina ordini del giorno e relative dichiarazioni di voto. E infine l’ultimo passaggio, con il voto finale di approvazione del testo: a quel punto la riforma Cartabia sulla giustizia passerà al Senato, mentre alla Camera si passerà subito sulla Riforma PA del Ministro Brunetta, anche qui con tempi molto stretti per rispettare il planning del Recovery Plan italiano.

In “pillole”, ecco quanto è stato deciso nell’ultimo Consiglio dei Ministri con l’approvazione del testo finale della riforma della giustizia penale (qui invece il testo del primo accordo maturato l’8 luglio 2021):

– per i primi 3 anni di applicazione della riforma, la durata del processo d’Appello si estende per un ulteriore anno e quella del processo per Cassazione di ulteriori 6 mesi
– per i reati di associazione mafiosa, scambio politico mafioso, associazione finalizzata allo spaccio, violenza sessuale e reati con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, «i giudici di Appello e di Cassazione possano con ordinanza, motivata e ricorribile in Cassazione, disporre l’ulteriore proroga del periodo processuale in presenza di alcune condizioni riguardanti la complessità del processo, il numero delle parti e delle imputazioni o per la complessità delle questioni di fatto e di diritto. Per i reati aggravati di cui all’articolo 416 bis, primo comma, la proroga può essere disposta per non oltre due anni».

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