
Riforma pensioni 2023: novità dal mese di maggio?
Sulla riforma pensioni 2023 non mancano le incertezze del Governo Draghi. A causa della guerra in Ucraina, le proposte per poter stabilire cosa prevedrà la nuova riforma previdenziale sono state sospese. È possibile che le novità possano arrivare a partire dal mese di maggio in poi.
Sul documento di Economia e Finanza (DEF), attualmente non risulta nulla. Daniele Franco, ministri dell’Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana, ha spiegato che:
“All’assetto del sistema pensionistico per il quale, nel pieno rispetto dell’equilibrio dei conti pubblici, della sostenibilità del debito e dell’impianto contributivo del sistema, occorrerà trovare soluzioni che consentano forme di flessibilità in uscita ed un rafforzamento della previdenza complementare“.
Riforma pensioni 2023: qual è il piano previsto?
Nonostante la riforma pensioni 2023 non contenga novità sul DEF, i trascorsi tra sindacati e Governo hanno fatto sì che si presentasse un piano per poterlo approfondire successivamente. Ecco quali sono le idee che potrebbero esser attuate ancor prima che torni la Riforma Fornero:
- Quota 102 con molta probabilità non sarà rinnovata.
- Flessibilità mandando in pensione i lavoratori 62enni oppure coloro che hanno versato almeno 41 anni di contributi (indipendentemente dalla loro età).
- Riduzione dell’assegno minimo per coloro che vorrebbero percepire la pensione prima dell’età pensionistica ammissibile.
- Quota 41 propensa per rimanere.
Riforma pensioni 2023: la Quota 102 potrebbe esser prorogata
Ancora tanto di cui parlare sulla riforma pensioni 2023, le cui nuove proposte potrebbero arrivare dopo Pasqua. Il Governo ha intenzione di sedersi al tavolo insieme alle parti sociali per poter valutare la proroga della Quota 102.
Tra 8 mesi la Quota 102 giungerà al termine (prevedendo l’uscita dal lavoro a 64 anni avendo versato un minimo di 38 anni di contributi). L’idea e l’introduzione di questa norma è stata pubblicata dal Governo Draghi dopo aver trattato con Uil, Cgil e Cisl.
La Quota 102 prevede di andare in pensione all’età minima di 64 anni purché venga effettuato il ricalcolo contributivo dl trattamento.
Per poter rendere definitiva tale proroga e norma, si attende anche la legge di bilancio, dalla quale si evince il deficit pubblico e la capacità economica per poter sostenere il sistema previdenziale attuale.
Riforma pensioni 2023: perché si parla di Quota 41
Paolo Capone ricopre il ruolo di segretario dell’Unione Generale del Lavoro, il quale ha fatto presente di dover attenzionare il sistema previdenziale attuale e confrontare i dati INPS per monitorare il capitale complessivo.
Si evince che in una situazione di forte incertezza dovuta alla pandemia da Covid-19, il Governo Draghi dovrebbe dar priorità a rivedere il sistema pensionistico italiano, visto che a suo dire un ritorno alla Fornero potrebbe arrecare più danni che benefici.
Secondo Capone la Quota 41 potrebbe essere un’idea appropriata: tutelare ciò a cui tengono i lavoratori proponendogli di poter andare in pensione a qualsiasi età, a patto che abbiano versato 41 anni di contributi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA