Il coinvolgimento dei volontari di Legambiente nei monitoraggi dei rifiuti sulle sponde contribuisce alla raccolta dei dati e a portare avanti un’efficace azione di sensibilizzazione
Dal mensile di maggio 2022 – Attraversando città, paesi, campi e interi territori, i fiumi possono essere veri e propri nastri trasportatori fino a mari e laghi per i rifiuti e le sostanze che incontrano sul loro cammino e che vengono sversate nel loro corso. L’obiettivo principale del monitoraggio “River litter” di Legambiente è contribuire alla conoscenza, in termini di quantità e tipologie, dei rifiuti che si trovano sulle sponde dei corsi d’acqua.
Elaborando i dati raccolti dai volontari, è possibile individuare le fonti principali dei rifiuti trovati per poi cercare di mettere in campo azioni specifiche e mirate per contrastare il problema. Il coinvolgimento dei volontari di Legambiente nei monitoraggi dei rifiuti sulle sponde contribuisce alla raccolta dei dati e a portare avanti un’efficace azione di sensibilizzazione.
Nella primavera 2021, durante la prima campagna di “River Litter”, sono stati monitorati da Legambiete sette fiumi: Picentino (Campania), Po e Panaro (Emilia Romagna), Noncello e Tagliamento (Friuli Venezia Giulia), Tevere (Lazio, Umbria), Esino (Marche). Qui sono stati trovati un totale di 5.892 rifiuti, con una media di 589 ogni 100 metri lineari e un’area campionata totale di circa 27.600 m2. Il materiale più abbondante è stata la plastica (77%); l’oggetto più frequente sono state le salviette umide (tnt), ben 1.028 in tutte le aree monitorate.
di Elisa Scocchera
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L’articolo Riparte “River litter”, la campagna di citizen science di Legambiente proviene da La Nuova Ecologia.