I partner del progetto europeo, di cui Legambiente è ente capofila, hanno inviato una lettera aperta al ministero delle Politiche agricole Stefano Patuanelli: “Serve una stretta su normative troppo permissive e su deroghe adottate da molte regioni”
L’estate 2021 volge alla conclusione per l’Italia con un triste primato, vale a dire quello di Paese europeo in cui è registrato in maggior numero di roghi con migliaia di ettari di aree boschive e vegetazione in fumo. A causare decine di incendi oltre che le attività criminali sono state vecchie e dannose pratiche agricole tra cui la bruciatura di stoppie e residui di colture nei campi. Affinché si ponga fine una volta per tutte a queste pratiche, i partner del progetto europeo Soil4life, cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea e di cui Legambiente è ente capofila, hanno scritto e inviato una lettera aperta al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli.
“Ci siamo rivolti al ministro Patuanelli con una lettera aperta perché, in vista della nuova programmazione dei fondi PAC, dia un segnale forte alle regioni che serva a metter fine a pratiche che non hanno più ragion d’essere: la bruciatura di stoppie e residui vegetali non ha motivazioni agronomiche e deve lasciare il posto a tecniche agricole più evolute, che non espongano a rischi di incendi e che consentano di preservare la fertilità del suolo”, dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, che ha siglato la lettera aperta.
Bruciare le stoppie: perché è vietato dalla legge
Bruciare le stoppie dei campi dopo il raccolto è giustamente vietato dalla legge nazionale. Nonostante ciò sono numerose le regioni che consentono, con blande prescrizioni, l’uso del fuoco come pratica ordinaria per ‘pulire’ campi e boschi dai residui delle coltivazioni. Infatti quello che dovrebbe essere un divieto perentorio, necessario a prevenire l’inquinamento atmosferico, il degrado del suolo e il rischio di propagazione di incendi, diventa una norma facile da aggirare. E, non di rado, la bruciatura di stoppie e residui di colture agricole sfugge al controllo favorendo l’innesco di incendi di foresta, di incolti o di campi agricoli. C’è anche questo, insieme alla criminalità ambientale, dietro il primato europeo che l’Italia quest’anno detiene quanto a superfici percorse dal fuoco dei roghi, che si sono portati via un’area estesa come un’intera provincia.
Per tutti questi motivi le organizzazioni partner di Soil4Life chiedono al Ministro Patuanelli di sviluppare, nell’ambito del nuovo Piano Strategico per l’utilizzo dei fondi della PAC post 2022, misure di sostegno che aiutino le aziende agricole non solo ad abbandonare sistemi dannosi come la bruciatura delle stoppie, ma anche ad aderire a pratiche in grado di conseguire risultati efficaci in termini di conservazione della sostanza organica del suolo, indispensabile alleata degli agricoltori nella lotta alla desertificazione.