Roma, 16 ottobre 2026 – “Siamo studenti francesi qui in Erasmus. Siamo in strada per solidarietà”, raccontano alcuni giovani d’oltralpe che si sono uniti oggi ai cortei romani, ai quali hanno partecipato oltre 10mila studenti. “Le lotte sono le stesse da Parigi all’Italia: lottiamo per un’istruzione di qualità, contro le classi sovraffollate, lo stato vergognoso delle strutture e le politiche di repressione che si vedono ovunque. Già ci stiamo confrontando tra studenti francesi e italiani: di fronte a situazioni del tutto simili, è naturale che le nostre battaglie si incontrino”.
Gli studenti dall’estero a Roma
Le crepe sulle pareti degli istituti scolastici non conoscono confini, così come la rabbia di chi quelle aule le vive ogni giorno. Nelle piazze della Capitale, la protesta degli studenti italiani incontra la voce di chi è arrivato dall’estero per motivi di studio, trasformando una mobilitazione locale in un grido d’allarme di respiro europeo.
I motivi della protesta spiegati dalla studentessa
Una diagnosi spietata sul sistema scolastico italiano arriva da Alice Rossi Albertini, 18 anni, del Coordinamento studentesco romano: “Le Infrastrutture ci crollano addosso, la maggior parte delle scuole non vengono controllate, se sono a norma, dagli anni 70: si allagano se piove, sono piene di amianto, a rischio terremoti. Chiediamo una scuola dignitosa, che funzioni e che sia aperta a tutti. Preoccupano i pochi fondi stanziati dalla legge di bilancio, ci sono pochi professori e prendono una miseria”. “Le proteste in Francia, Spagna, Germania stanno dando l’idea di una polveriera in Europa – ha aggiunto Rossi Albertini – Stiamo protestando tutti per le stesse ragioni, ognuno con le proprie specificità”.