Sardegna, il governo impugna la legge “scempia-coste”

La decisione è stata assunta nel Consiglio dei ministri del 19 marzo. La legge regionale n. 1/2021 avrebbe consentito forti aumenti volumetrici lungo le coste, in campagna e nei centri storici

Il Governo Draghi ha impugnato davanti alla Corte costituzionale, per le gravi illegittimità contenute, la legge regionale Sardegna n. 1/2021, ribattezza “scempia-coste”, che avrebbe consentito forti aumenti volumetrici lungo le coste della Sardegna, in campagna e nei centri storici.

La decisione è stata comunicata nella seduta del consiglio dei ministri del 19 marzo, nel corso della quale il Cdm “ha deliberato di impugnare la legge in quanto – si legge in una nota diramata dall’esecutivo – numerose disposizioni si pongono in contrasto con la normativa statale in materia di tutela del paesaggio, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera s) della Costituzione, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali contenute nella legge urbanistica n. 1150 del 1942 e nel Testo Unico dell’edilizia di cui al dPR n. 380 del 2001”.

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