Sarvarov, il nemico invisibile che forgiava l’esercito. Blackout nella catena di comando di Putin, ora tremano i piani alti

Roma, 22 dicembre 2025 – Chiunque sia stato a uccidere Fanil Sarvarov non solo non lo ha scelto a caso, voleva in qualche modo interrompere la catena di comando. La vittima dell’attentato di oggi era infatti un tenente generale delle forse armate russe. Non solo. Era a capo della Direzione per l’addestramento operativo dello Stato maggiore dell’esercito russo. Tradotto in termini semplici: è quello che insegna alle truppe a combattere. Stabilisce la dottrina militate e gli standard di addestramento, adatta l’esercito all’evoluzione del conflitto, coordina le esercitazioni.

Polizia russa sul luogo dell'attentato in cui è rimasto ucciso Fanil Sarvarov (Ansa)
Investigators work at the car blast site in southern Moscow on December 22, 2025. Lieutenant General Fanil Sarvarov, head of the training department within the General Staff, was killed in Moscow on December 22, 2025 after an explosive device placed under his car went off, investigators said in a statement. (Photo by Alexander NEMENOV / AFP)

Perdere Sarvarov è un grosso guaio per Putin

Una figura non di primo piano, ma di vitale importanza per Mosca e, nel colpirlo, per l’Ucraina. Perdere una figura come Sarvarov significa mettere lo Stato Maggiore russo in un grosso guaio. Anche perché figure come la sua sono già di per sé difficilmente sostituibili. Sarvarov poi era un militare di grande esperienza. Nato nel 1969, quindi nell’EX Urss, si era formato nelle accademie militari russe, tra cui quelle corazzate e dello Stato maggiore. Nel corso della sua carriera ha partecipato a operazioni come i conflitti negli anni ’90 nella regione caucasica e l’intervento militare russo in Siria nel 2015–2016. Un’esperienza variegata e su fronti di combattimento molto diversi fra loro, che pochi altri militari di alto grado possono vantare.
Un omicidio ‘chirurgico’, quindi, come nello stile di Kiev.

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I precedenti: l’eliminazione dell’alchimista Kirillov

Non è la prima volta, infatti, che figure chiave nelle forze armate russe vengono uccise con operazioni di intelligence complesse e mirate. Un anno fa, proprio a dicembre, Igor Kirillov, l’alchimista della morte, era stato ucciso con il suo assistente da un ordigno esplosivo piazzato nei pressi dell’edificio in cui si trovava, all’interno di un monopattino. L’operazione, avvenuta lontano dal fronte, ha mostrato una capacità di penetrazione profonda nei dispositivi di sicurezza interni russi ed è stata interpretata come un’azione mirata di intelligence, volta a colpire un nodo sensibile dell’apparato militare e propagandistico del Cremlino.

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RUSSIA BLAST GENERAL
epa11781939 A view of a scene of an explosion in Moscow, Russia, 17 December 2024. According to a statement by the Investigative Committee of Russia, Lieutenant General Igor Kirillov and his assistant were killed in a blast outside of an apartment building in Moscow. The committee’s statement said the explosive was hidden inside of an electric scooter. EPA/YURI KOCHETKOV ATTENTION: GRAPHIC CONTENT

In aprile il pacco bomba per uccidere Moskalik

Pochi mesi dopo, nell’aprile 2025, è stata la volta di Yaroslav Moskalik, vice capo della Direzione operativa dello Stato maggiore russo, fatto saltare in aria nel complesso extralusso in cui viveva alle porte di Mosca grazie a un pacco bomba che molto probabilmente era stato collocato all’interno del suo veicolo. Moskalik si occupava di pianificazione militare, anche se non la livello di Sarvarov, ed era coinvolto nel coordinamento delle operazioni e nella gestione strategica del conflitto, rappresentando uno dei livelli più alti della catena decisionale militare. La sua morte avrebbe dovuto rappresentare un avvertimento per il Cremlino. Anche Moskalik era una figura lontana dai riflettori. Essere riusciti a ucciderlo significava avere una capacità di infiltrazione che poteva arrivare anche più in alto. A Sarvarov, per esempio. Il ‘nemico invisibile’. Ma non per i servizi ucraini.

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