I giornalisti scendono ancora in piazza. Lo sciopero nazionale della categoria, previsto per la giornata del 16 Aprile 2026 si unisce alle iniziative delle scorse settimane. Sono ormai diversi giorni che si sta chiedendo con insistenza un adeguamento contrattuale. Gli standard nazionali, in tal senso, sono fermi da una decade.
Dieci anni in cui il mondo dell’informazione è cambiato, così come le sue prerogative. La priorità è adeguare le trasformazioni del settore alla tutela degli addetti ai lavori. Un contratto unico e a tutela di ogni forma di impiego nel settore dell’informazione, senza rinunciare a presenza, pluralità e condivisione.
Sciopero nazionale dei giornalisti, cosa cambia in tv
Concetti chiave che vengono ripetuti da mesi, non mancano gli slogan. Quello più noto è “Il nostro lavoro vale”, espresso anche da FNSI e gli altri organi di categoria. Senza dimenticare il sostegno capillare delle organizzazioni sindacali di base. Lo sciopero nazionale dell’informazione si ripercuote anche sulle scelte televisive odierne.
Il palinsesto della giornata del 16 Aprile 2026 subirà modifiche sostanziali. Sia in tv che in radio. In primo luogo tutte le strisce dedicate all’informazione saranno ridotte nella tempistica. I telegiornali, specialmente quelli del servizio pubblico televisivo e radiofonico, cambiano nella durata. TG1, TG2, TG3 avranno delle edizioni negli orari prestabiliti inferiori ai dieci minuti.
Le scelte dei telegiornali
I telegiornali regionali, come quelli mandati solitamente in onda dalla terza rete, dureranno 5 minuti. Non ci saranno dunque servizi e approfondimenti dedicati come avviene di consueto. Questo potrà riguardare anche altre reti generaliste. Infatti Mediaset adegua la propria programmazione alle iniziative di protesta.
Mattino 5 andrà in onda prima del solito per compensare l’edizione accorciata del telegiornale sulla rete ammiraglia. Effetto domino che si verificherà anche nelle altre ore della giornata. Lo stesso vale nelle altre reti cadette della generalista che eviteranno trasmissioni dedicate ad approfondimento e informazione escludendo edizioni ridotte negli orari di competenza.
La protesta della stampa
A dimostrazione che l’informazione, con i suoi rappresentanti, sostiene l’offerta televisiva e radiofonica appieno. Rispettarla e tutelarla con contratti adeguati non è solo necessario, ma diventa imprescindibile. I giornali, tra carta stampata e Web, si adeguano. Alcuni con ripercussioni a partire dal 17 Aprile perchè nella giornata del 16 Aprile 2026 (quella odierna) la scrittura e la pubblicazione di contenuti è sospesa. La categoria incrocia le braccia e idealmente spegne i pc. Informare nel modo giusto e con tutele adeguate è vitale.