OGGI E DOMANI MAXI SCIOPERO DEI TAXI: ORARI E DISAGI
Prosegue la maxi protesta del mondo taxi contro il Ddl Concorrenza e giunge fino al punto di massima tensione: oggi 5 luglio e domani 6 luglio 2022 in tutta Italia scatta lo sciopero dei tassisti contro l’articolo 10 del Decreto in cui il nostro Paese “introietta” la direttiva Bolkestein dell’Unione Europea sulle liberalizzazioni. Oggi ondate di tassisti si riverseranno in Piazza della Repubblica a Roma per richiedere formalmente l’eliminazione dell’articolo 10 dal testo finale: in una nota poi formata da 14 associazioni sindacali, tra cui anche Usb-taxi, Uiltrasporti e Federtaxi Cisal, si legge «lo sciopero farà da spartiacque riguardo al destino dei tassisti. È una risposta ferma e irremovibile indirizzata a chi pensa di svendere il nostro lavoro e la funzione di servizio pubblico che svolgiamo».
48 ore di sciopero che vedranno disagi a partire dalle ore 8 di questa mattina fino al pomeriggio di mercoledì: non ha avuto infatti effetto positivo l’incontro in extremis tenuto dalla viceministro del Lavoro Teresa Bellanova e i sindacati dei tassisti. «Lo sciopero nazionale delle auto bianche di 48 ore è confermato “perché l’articolo 10 del Ddl Concorrenza non verrà stralciato ma modificato nelle parti non sostanziali – spiegano le sigle nell’ultima nota prima dell’inizio dello sciopero taxi – Siamo sempre più convinti che la riscrittura delle norme per migliorare il settore debba avvenire non con una legge delega inserita in un Ddl concorrenza ma attraverso un provvedimento di confronto tra categoria, governo e sindacati».
SCIOPERO TAXI CONTRO DIRETTIVA BOLKESTEIN: LE MOTIVAZIONI E GLI SCENARI
Il Ddl Concorrenza è uno dei testi più intricati e discussi all’interno dello stesso Governo Draghi, al momento in discussione alla Camera: tra le varie discipline di concorrenza su mercato e liberalizzazioni, il tema delle concessioni balneari e delle licenze per autisti ha provocato l’ennesimo sciopero. Nello specifico, nell’articolo 10 messo sotto accusa dai sindacati e dai tassisti si legge «l’adeguamento dell’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l’interconnessione dei passeggeri e dei conducenti».
Tale formulazione viene ritenuta dai tassisti dannosa per la categoria: «lascia presagire l’interesse a regalare la gestione del settore a intermediari che pensano di arricchirsi alle spalle dei lavoratori, relegando la funzione del tassista a quella di un rider della mobilità». Nel mirino dei sindacati, in particolare, Uber che a fine maggio ha siglato un accordo con IT Taxi: 12mila tassisti in tutto il Paese, per 90 città, useranno l’app per permettere alla clientela di riservare un passaggio. Nel comunicato sullo sciopero “selvaggio” oggi e domani, i sindacati della categoria taxi invita a non fare nessun passo indietro, «non siamo disponibili a nessun tipo d’accordo, a nessuna resa e che ci batteremo fino all’ultimo respiro, contro tutti quei parassiti che vorrebbero sottrarci il frutto della nostra fatica. La realtà è che la nostra battaglia è la lotta di 40.000 lavoratori contro la speculazione finanziaria, ma anche la difesa dell’utenza di un sevizio pubblico contro meccanismi come algoritmi e libero mercato che li andrebbero a strangolare nel momento del bisogno». Si sfilano dalla protesta invece gli autisti NCC (Noleggio Con Conducente): «In realtà neanche noi noleggiatori vogliamo la liberalizzazione e l’articolo in questione è relativo ad una delega del governo sulla materia della concorrenza […] I taxi protestano ma chi ci rimette sono turisti e cittadini. La responsabilità del loop normativo è di alcuni rappresentanti nazionali dei taxi che hanno reso incostituzionale parte della legge. Questi rappresentanti, inoltre, fino a ieri avevano contestato piattaforme ed app: oggi hanno scelto di chiudere un accordo con la più importante piattaforma di prenotazioni di servizi di trasporto. Qualcosa non torna».
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