Roma, 3 aprile 2025 – La base dell’assemblea sinodale della Cei, svoltasi in Vaticano, ha bocciato il testo “Perché la gioia sia piana” presentato dalla dirigenza e dunque viene tutto rinviato all’assemblea del 25 ottobre.
“In queste giornate assembleari sono emerse sottolineature, esperienze, criticità”, dice monsignor Erio Castellucci che ha guidato i lavori, sottolineando che “le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l’aggiustamento di alcune sue parti”. Tra le questioni ritenute prioritarie dalla base “l’accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari” e la “responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne”.
Il sinodo è un appuntamento periodico in cui rappresentanti della Chiesa cattolica si riuniscono (ogni 3 anni) per discutere e approvare orientamenti e norme.
Alla seconda sessione della XVI Assemblea sinodale hanno partecipano 368 membri di cui 272 investiti dal munus espiscopalis e 96 non vescovi, cui si aggiungono 8 invitati speciali e i delegati fraterni, passati dai 12 dell’anno scorso a 16. Un sinodo che proprio Papa Francesco ha voluto più partecipato con una discussione partita dalla base e con un allargamento dei partecipanti.
“Quello giunto alla seconda fase dell’Assemblea sinodale è un’assise che rispetto alle precedenti lascia più spazio alla presenza femminile – riposta un articolo di Avvenire –. In particolare partecipano 85 donne, di cui 54 con voce e voto. Il tema del ruolo femminile nella Chiesa è inoltre presente nella sezione “fondamenti” dell’Instrumentum laboris. In particolare si chiede. come ha ricordato il cardinale Grech ‘una più ampia partecipazione delle donne nei processi di discernimento ecclesiale e a tutte le fasi dei processi decisionali’, ‘un più ampio accesso a posizioni di responsabilità nelle diocesi e nelle istituzioni ecclesiastiche’ e anche ‘nel ruolo di giudice nei processi canonici’. Infine nel documento si sottolinea l’importanza di ‘un maggiore riconoscimento e un più deciso sostegno alla vita e ai carismi delle consacrate e il loro impiego in posizioni di responsabilità’”.
Una assise di base, che ha coinvolto le strutture ecclesiali italiane sin dalle parrocchie e, quindi, dalle diverse diocesi, movimentata e certamente viva ma dall’esito non facilmente prevedibile, con una sostanziale bocciatura del testo finale. Lo stesso Castellucci ha ammesso che l’assise “è stata definita da alcuni un’Assemblea ‘ribelle’, ma è stata piuttosto un’Assemblea viva: critica, leale, appassionata per la Chiesa e la sua missione”. I gruppi in queste due mezze giornate di lavori sinodali, è stato ricordato, “hanno lavorato molto bene, intensamente e creativamente, ritrovando nel testo talvolta anche ricchezze che non emergevano ad una prima lettura, e hanno integrato e corretto il testo; che tuttavia non si presenta ancora maturo“.
È stata “una discussione aperta” quella vissuta all’assemblea sinodale della Cei. Lo scrivono con trasparenza i vescovi in un messaggio al Papa ribadendo che in ogni caso “la Chiesa non è un Parlamento”.
“Abbiamo vissuto giorni di discussione aperta e di studio approfondito delle Proposizioni, elaborate nel corso degli ultimi mesi: si tratta del risultato del lavoro delle Diocesi italiane, che si sono messe in gioco per rinnovarsi. Oggi possiamo dire che già questo processo è stato una palestra di sinodalità – si legge nel messaggio della Cei al Papa –, che ci ha insegnato uno stile da mantenere anche in futuro”. I vescovi proseguono: “Abbiamo assunto decisioni importanti, che sono emerse dall’ascolto obbediente dello Spirito e dal dialogo franco tra di noi. La Chiesa non è un parlamento, ma una comunità di fratelli riuniti nell’unica fede nel Signore, Crocifisso e Risorto: ciascuno ha portato e ha proposto quindi il suo bagaglio di fede, speranza e carità”.
Quindi la Cei informa Papa Francesco sull’esito dell’assemblea che non era quello preventivato: “Le riflessioni che sono scaturite confluiranno nel testo che verrà votato il 25 ottobre in occasione della prossima Assemblea sinodale. Pensiamo che questo dinamismo rappresenti pienamente la sinodalità, in quanto vede tutti i ministeri ecclesiali procedere insieme, ciascuno con le proprie competenze e in armonia”