Sofia Barillà, la studentessa morta in Portogallo: tempi lunghi per il rientro della salma, e i parenti se la prendono col Politecnico di Milano

Milano, 4 giugno 2026 – Entro la prossima settimana la salma di Sofia Barillà, la studentessa palermitana del Politecnico di Milano morta a vent’anni il 31 maggio durante l’Erasmus in Portogallo, dovrebbe finalmente rientrare in Italia. Alla tragedia vissuta dalla famiglia, in questi giorni infatti si è aggiunto il dramma di non riuscire a riportare Sofia nella sua Palermo. “Il ritardo del rimpatrio di mia nipote è dovuto principalmente all’inefficienza dell’assicurazione stipulata dal Politecnico di Milano per gli studenti che partecipano al programma Erasmus – ha spiega all’agenzia all’Adnkronos la zia Fiorella Barillà, l’ultima ad aver sentito la ragazza poco prima della sua morte –. La società Europe Assistance, per tutti questi giorni, ha tenuto noi familiari in attesa di notizie, rispondendo a tutte le nostre chiamate con un ‘Vi richiamiamo noi tra dieci minuti’. Chiamate che non sono mai arrivate”. 

Sofia Barillà, la studentessa di 22 anni deceduta a Lisbona, in una immagine tratta dal suo profilo Instagram. INSTAGRAM SOFIA BARILLA’ ++ATTENZIONE: L’ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO’ ESSERE PUBBLICATA SENZA L’AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ NPK +++

“Anche il consolato impotente”  

Secondo quanto raccontato dalla zia, alla famiglia non è mai stato fornito un numero diretto o il nome di una persona a cui sia stata assegnato il caso di Sofia. “Siamo stati di volta in volta rimandati da un centralino ad un operatore al quale dovevamo spiegare di nuovo tutto – spiega –. Anche le pressioni esercitate dal Consolato fino a ieri pomeriggio sono state inutili”. Un “dolore nel dolore” a cui però la famiglia ha deciso di metter fine prenotando in modo autonomo un posto per Sofia su un aereo cargo giovedì 11. “Sosterremo tutte le spese di tasca nostra – afferma la zia riservandoci di adire le vie legali nei confronti dell’assicurazione”. 

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Un aiuto dalla Regione siciliana 

Alla famiglia Barillà una mano tesa è arrivata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che, dice la zia, “ha messo a disposizione l’attivazione di un fondo destinato a questo tipo di eventi nel caso in cui l’assicurazione non provvedesse a risarcire la famiglia”. La speranza è quella di riuscire a ridurre ancora di più i tempi del rientro.

“Grazie all’interessamento del Consolato e del ministro di Grazia e giustizia portoghese stiamo cercando di accelerare i tempi per i documenti necessari per far rientrare Sofia e speriamo di poter anticipare il suo rientro a martedì 9″. “Adesso il nostro solo desiderio – conclude – è che tutti gli amici, i compagni di scuola e le persone che stanno partecipando al nostro dolore possano riabbracciare Sofia il prima possibile”.