Studente accoltellato e rimasto invalido, Davide Cavallo perdona il suo aggressore: “Pena alta, spero per lui in un futuro migliore”

Milano – Parlare con gli aggressori, non odiarli e abbracciare uno di loro, per Davide Cavallo, 22 anni, brillante studente bocconiano, rimasto invalido dopo un pestaggio per una sigaretta e 50 euro, è stato anche un tentativo di elaborazione e di sublimazione del trauma. “Per me era importante essere qui oggi, in aula, guardare in faccia chi ma ha “stravolto la vita“, non li odio, li ho perdonati”.

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Le condanne

E quando è arrivata la “stangata“, vent’anni di condanna per Alessandro Chiani, uno dei maggiorenni del branco che durante la rapina da 50 euro lo ha accoltellato, si è detto “molto dispiaciuto per una pena così alta. Spero che abbiano un futuro migliore”, ha detto.  Il palo di quella rapina, in corso Como, la notte del 12 ottobre scorso, l’imputato Ahmed Atia, è stato, invece, condannato a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso ed è stato scarcerato.


Tentato omicidio e rapina

Cavallo è arrivato a palazzo di giustizia accompagnato dai genitori, mamma Stefania, papà Salvatore e dagli avvocati Giovanni Azzena e Luca Degani, camminando a fatica con le stampelle. I primi due imputati, a processo con rito abbreviato davanti al gup Alberto Carboni, rispondevano di tentato omicidio e rapina. Chiani è il ragazzo che sferrò materialmente la coltellata, Atia il palo e altri tre giovani sono imputati davanti al tribunale dei minori nel processo parallelo che sarà celebrato il 9 luglio.

Saranno le motivazioni, deposito entro 30 giorni, a chiarire il perché di una pena così alta, ma già, facendo un veloce calcolo, gli anni sono il risultato della decurtazione di un terzo, dovuta al rito abbreviato, della pena massima, cioè 30 anni, considerando poi il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e la somma delle aggravanti, tra le quali il nesso teleologico, il tentato omicidio in contesto di rapina, la minorata difesa, l’azione in concorso con minorenni, l’omissione di soccorso.

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Il risarcimento

Il giudice ha riconosciuto una provvisionale di risarcimento di mezzo milione di euro per Cavallo e di 50 mila euro ciascuno per i genitori e il fratello minore. Atia è stato assolto dall’accusa di rapina pluriaggravata, ma dovrà risarcire la vittima e la famiglia in sede civile.

Accusa e difesa

Il pm Andrea Zanoncelli, alla requisitoria che si è tenuta a porte chiuse, aveva chiesto 12 anni e 10 anni dì carcere per i due diciottenni. Il pm, nel formulare la richiesta, aveva rimarcato che si era trattato comunque di tentato omicidio ed era, in sostanza, superfluo sostenere che le condizioni di salute della vittima fossero migliorate, perché “Cavallo – aveva detto Zanoncelli – sta ancora attraversando il calvario successivo alla lesione midollare permanente riportata a causa delle coltellate inferte materialmente da Chiani”.

Il gup Carboni ha riformulato, invece, l’impianto accusatorio quasi raddoppiando gli anni per l’accoltellatore, ritenuto, di fatto, il principale responsabile. Il professor Guglielmo Gugliotta, legale dell’imputato condannato a vent’anni ha contestato l’accusa principale: “Per noi non c’è stato il tentato omicidio, il mio assistito ha dato due coltellate e si è allontanato, ma il pestaggio è continuato, non ha visto il sangue, per questo non ha realizzato di avere quasi ucciso. In ogni caso appelleremo subito una sentenza troppo severa”.